Trenta fatture non pagate, il conto per il comune di Modica è di 5 milioni

Trenta fatture non pagate, il conto per il comune di Modica è di 5 milioni

Trenta fatture non pagate. Il conto per il sindaco Ignazio Abbate è di 5 milioni e mezzo. L’atto ingiuntivo emesso dal Tribunale di Ragusa è stato notificato a Palazzo S. Domenico e riguarda il conferimento dei rifiuti speciali nella discarica di contrada Volpe a Catania. L’impianto di proprietà della Sicula Trasporti è stato utilizzato per lo smaltimento di rifiuti solidi urbani speciali non pericolosi grazie ad una convenzione firmata con il gestore nel 2014. Per ben quattro anni, tuttavia, dal 2015 al 2018, non sono state pagate le fatture emesse tanto da indurre il gestore ad intraprendere la via giudiziaria. Il tribunale di Ragusa ha accertato l’inadempienza dell’amministrazione Abbate “essendo il credito fondato sulla base delle tariffe determinate dal competente Assessorato ed esistendo il riconoscimento espresso tanto del debito che dell’inadempimento”. Le fatture emesse non sono state pagate nonostante la diffida notificata nel gennaio del 2017 anche se il sindaco ha proposto un piano di rientro scaglionando i pagamenti in varie tranche, puntualmente disattese.

Scrive il tribunale di Ragusa: “Con nota del 2 marzo la ditta ricorrente comunicava che, non essendo stato rispettato il piano di rientro proposto, avrebbe provveduto alla sospensione del servizio. Con nota del sindaco del 7 marzo 2017, il Comune dichiarava di non essere in grado di rispettare il piano di rientro proposto, promettendo di effettuare solo un pagamento parziale. Nonostante il riconoscimento del debito e i ripetuti solleciti, il Comune ometteva ogni altro pagamento, proseguendo nei conferimenti, ma senza adempiere alle obbligazioni pregresse né alle successive”. Inevitabile dunque il ricorso della Sicula Trasporti per il riconoscimento del debito. Il comune è obbligato dunque a pagare e dovrà trovare un accordo con la Sicula Trasporti. In caso di ulteriore inadempienza la società potrà ricorrere al Tar per un giudizio di ottemperanza del decreto emesso dal tribunale. Il Tar a sua volta nominerà un commissario ad acta per il prelievo forzoso dalle casse comunali.

Nella foto, il municipio (palazzo San Domenico)