“Non possiamo più aspettare”: protesta per il mancato raddoppio della Ragusa Catania

“Non possiamo più aspettare”: protesta per il mancato raddoppio della Ragusa Catania

“Non possiamo più aspettare” è stato l’evocativo claim della “marcia lenta” di oggi sulla Ragusa Catania per sollecitare il “chimerico” raddoppio della carreggiata. Eppure è da almeno un paio di generazioni che si aspetta, finora invano. Intanto lunedì sarà una giornata cruciale per capire il reale futuro dell’infrastruttura viaria, perchè il Cipe è chiamato a decidere in tal senso. Proprio il ministero delle Infrastrutture aveva espresso delle perplessità sulla finanza di progetto e la sua praticabilità, imponendo uno stop per tutta una serie di criticità, tra cui il pedaggio esoso. Tornando alla protesta, tutti i rappresentanti del tessuto economico e sociale, sindacati e istituzioni, si sono incontrati sabato mattina con auto e mezzi alle stazioni di servizio Agip lungo la statale 115, tra lo svincolo Bruscé Santa Croce e Castiglione Comiso. Poi si sono spostati verso la stazione di servizio di Coffa. Massiccia l’adesione alla protesta, anche se era assente l’assessore regionale alle infrastrutture Marco Falcone.

Il sindaco di Ragusa Peppe Cassì ha affermato: “Vogliamo fare capire a Roma che questa comunità compatta non è più disponibile ad attendere, non vuole più essere presa in giro. Fino a qualche settimana fa sembrava tutto in dirittura d’arrivo, ora sembra si voglia tornare indietro rischiando di fare partire l’iter da zero, buttando dieci anni di tempo. Non è tollerabile – conclude il sindaco di Ragusa – dobbiamo intervenire e superare sentimenti di indifferenza ed apatia. Non è vero che non possiamo fare nulla. La comunità che rappresentiamo ha anche essa il dovere di manifestare: o questa opera verrà autorizzata o possiamo metterci una pietra sopra. Inviteremo anche Regione, invieremo una lettera al presidente del Consiglio, Conte, affinché venga a vedere con i suoi occhi livello di disagio, imbarazzo e difficiltà che viviamo per questa situazione indegna ed indecorosa”. Un appello rilanciato anche dai sindacati di Cgil, Cisl e Uil. Questa è la terza “marcia lenta” per sollecitare il raddoppio della Ragusa Catania: si auspica che non sia vana come le precedenti. In ogni caso l’ultima parola spetterà a Roma.