Lettere in redazione. Modica città del tombino “assassino” oppure… tomba del cittadino?

Lettere in redazione. Modica città del tombino “assassino” oppure… tomba del cittadino?

Riceviamo e pubblichiamo una lettera arrivata in redazione, debitamente firmata dall’autore che, manifestando la volontà di rendere pubblica l’ironica missiva, sceglie di firmarsi per i lettori con lo pseudonimo di PepPone.

Due chilometri e duecento metri. Tra le tante peculiarità che contraddistinguono la nostra amata città di Modica, tra bilanci, rotatorie astronomiche, Vinitaly e Al Bano, una caratteristica (poco considerata, ma seriamente importante) è costituita dal “tombino assassino”. L’inciso iniziale la dice lunga: la distanza che separa la mia abitazione dal luogo in cui lavoro è pari proprio a due chilometri e duecento metri. Ebbene, una distanza percorribile (a piedi) in una ventina di minuti; o, con qualsivoglia moderno mezzo di locomozione, in un tempo indefinito, scandito dal traffico, dalle condizioni meteo e – sicuramente – dilatato dalla presenza del “tombino assassino”. Già, perché in quei due chilometri e duecento metri che mi separano dall’ufficio, in entrambi i sensi di marcia, si possono agevolmente contare ben duecentoquattro tombini.

Il tombino, come si sa, ha una funzione del tutto peculiare; per “tombino”, infatti si intende: “… quell’opera idraulica che ha come scopo quello di permettere ad un corso d’acqua di attraversare una strada o una città oppure di permettere alla fognatura nera di attraversare un corso d’acqua in cui questa non può scaricare.” (fonte Wikipedia). Ma non solo. Oggi si riserva a questo elemento, generalmente in ghisa, una funzione ben più importante, talvolta ispettiva (telefonia, Enel e varie), talaltra “di abbellimento” (oramai costituisce un fiore all’occhiello, tanto che si potrebbe pensare di istituire un “Comitato per il riconoscimento del tombino ornamentale”.. tanto ormai il riconoscimento va di moda come la Ferragni su Instagram), talaltra ancora di “allenamento”: ed è in quest’ultimo caso che si può parlare del cosiddetto “tombino assassino”, destinato ai numerosi piloti che si vedono costretti ad effettuare manovre assai pericolose per poter evitare concreti pericoli (cosa spesso impossibile, vista la numerica presenza in così ristrette strisce d’asfalto) per se stessi, per l’incolumità degli altri e per la meccanica di cicli/motocicli/automobili.

La domanda che rivolgo all’amministrazione comunale (qualsiasi amministrazione che si sia succeduta a Modica, non è un attacco personale all’attuale sindaco) è la seguente: “Duecento quattro tombini in due chilometri e duecento metri, circa un tombino ogni dieci metri: ma me lo spiegate a che c**** servono???”. Modica: città del tombino.. o tomba del cittadino?

PepPone