La benedizione delle palme e la Via Crucis per la settimana santa. Attesa la Madonna Vasa Vasa

La benedizione delle palme e la Via Crucis per la settimana santa. Attesa la Madonna Vasa Vasa

Il rito della benedizione delle palme ha aperto la settimana santa. Il clou della domenica è stata la cerimonia principale presieduta dal vescovo, mons. Carmelo Cuttitta, in piazza Poste dove numerosi fedeli hanno partecipato all’irrinunciabile appuntamento. Il vescovo ha poi aperto la processione verso la Cattedrale dove si è svolta la celebrazione eucaristica. Una cerimonia molto partecipata pure quella tenutasi al Giardino ibleo e che ha dato ufficialmente il via ai riti della Settimana santa a Ibla. Ha presieduto il parroco del Duomo, don Pietro Floridia, con il piviale cerimoniale, accompagnato dal cappellano del Duomo, padre Joseph Muamba Bulobo.

Subito dopo la benedizione, i fedeli, in processione, hanno proceduto dal Giardino ibleo per le vie principali del quartiere barocco, sino ad arrivare al Duomo di San Giorgio. Qui si è tenuta la celebrazione eucaristica. La tradizionale cerimonia della benedizione per ii malati si è tenuta per la prima volta nel nuovo ospedale Giovanni Paolo II. Il direttore dell’ufficio diocesano, don Giorgio Occhipinti, dopo la benedizione nello spazioso androne dell’ospedale si è recato insieme a numerosi fedeli in processione verso la cappella dove si è svolta la celebrazione della Passione del Signore. Gli operatori sanitari e i volontari dell’Avo hanno distribuito ramoscelli di ulivo benedetti ai malati in degenza nel nosocomio.

LA VIA CRUCIS A RAGUSA
Una grande prova. Un modo per avvicinarsi ancora di più all’intimo sentimento che ciascun fedele nutre nei confronti del Cristo e del momento più drammatico che ha dovuto affrontare, i giorni della Passione. Ieri moltissime persone, ancora più dell’anno scorso, non hanno voluto mancare alla seconda edizione della Via Crucis vivente promossa dalla parrocchia del Sacro Cuore di Gesù (Gesuiti). La partenza è stata data dalla piazzetta di via Bellarmino. Qui, il corteo, che ha ricostruito le scene più drammatiche della Passione del Signore, è stato animato da alcuni figuranti che, con indosso costumi a tema, hanno percorso le vie del quartiere sino ad arrivare sul sagrato della chiesa. E’ stato questo il momento in cui sono state rappresentate le drammatiche fasi della crocifissione e della deposizione del Cristo. Particolarmente commovente il momento in cui Maria ha pianto la morte del Figlio. Scena suggestiva, intensa e spiritualmente elevata. La rappresentazione, nella sua interezza, ha riscosso gli scroscianti applausi finali di tutto il pubblico presente.

Il parroco, don Marco Diara, ispiratore e organizzatore dell’iniziativa che ha coinvolto l’intera comunità, ha spiegato come in questo modo, per certi aspetti volutamente scenografici, si è in teso lanciare un messaggio molto forte in ordine ai temi peculiari riguardanti la domenica dedicata alla Passione del Signore. “Quest’anno – sottolinea – abbiamo arricchito la rappresentazione con ulteriori particolari proprio perché, forti dell’esperienza del 2018, abbiamo cercato di rendere questa iniziativa ancora più partecipata. Riteniamo che sia andata davvero molto bene anche stavolta. E, in più, ho notato che tra i componenti della comunità si è sviluppato quel senso di appartenenza che ha fatto sì che ciascuno di loro si sentisse protagonista nella maniera più efficace della sacra ricostruzione che abbiamo cercato di porre in essere. E tutto questo è stato compreso dai fedeli presenti in numero davvero consistente”. E don Marco Diara aggiunge: “Preparare e costruire insieme l’evento ha permesso di intessere e rinsaldare le relazioni, conoscersi e accrescere sempre più il senso di “comunità”. Ed è la comunità intera che partecipa, ognuno è stato coinvolto e stimolato a dare il proprio contributo cosicché la parrocchia diventa un grande laboratorio di persone che collaborano, lavorano e costruiscono insieme. Oltre i personaggi, infatti, c’è chi si è occupato dell’allestimento dei luoghi e della scenografia, chi di preparare i costumi, chi delle coreografie, chi delle parti tecniche. Un’occasione preziosa di contatto, anche tra generazioni diverse, che rende vivo e significativo lo stare insieme”.

A MODICA CRESCE L’ATTESA PER LA MADONNA VASA VASA
Un silenzio carico di suggestione ha scandito, domenica sera, nella chiesa di Santa Maria di Betlem, a Modica, i momenti più significativi del tradizionale rito della “Deposizione del Cristo dalla Croce”. E’ un rito molto particolare che, facendo seguito alla domenica delle palme e della Passione del Signore, ha dato il via di fatto alla Settimana santa 2019. Dopo la santa messa celebrata dal parroco, il sacerdote Antonio Maria Forgione, è stato il sacerdote Ignazio La China, parroco di San Giuseppe e vicario foraneo di Scicli, a guidare questa speciale fase. Il simulacro del Cristo viene calato dalla Croce, dopo che, uno dopo l’altro, sono staccati i tre chiodi (i due delle mani, l’altro collocato ai piedi). Prima, però, viene tolta la corona di spine. Subito dopo, il corpo, appena deposto, viene trasportato su una lettiga all’interno della cappella palatina e qui disposto per l’adorazione dei fedeli, accanto al simulacro della Madonna Addolorata. Si tratta di una cerimonia molto particolare che non a caso è stata seguita con estremo fervore. Il tutto, tra l’altro, in un contesto architettonico unico, quale quello della cappella Cabrera appunto, sopravvissuta al terremoto del 1.693 e incastonata nella nuova architettura settecentesca. I fedeli, dopo la santa messa, uno dopo l’altro hanno voluto manifestare il proprio dolore rendendo omaggio al simulacro del Cristo.

Al termine della santa messa, don Forgione ha ricordato quali gli appuntamenti principali della Settimana santa a cominciare dalla messa crismale che giovedì 18 aprile, alle 9, si terrà nella Cattedrale San Nicolò a Noto. La funzione sarà presieduta dal vescovo, mons. Antonio Staglianò. Nello stesso pomeriggio, poi, alle 19, nella chiesa di Santa Maria di Betlem, è in programma la messa “In coena domini” con il rito della lavanda dei piedi. Ci sarà la solenne processione interna fino alla cappella della Reposizione. Sempre giovedì, ma alle 22, si terra una adorazione eucaristica comunitaria. Numerosi, ieri sera, i visitatori e i turisti che hanno assistito al rito. Gli appuntamenti tradizionali che culmineranno domenica con “A Maronna Vasa Vasa” sono sostenuti dall’Amministrazione comunale di Modica. “Paesaggio Barocco”, invece, si sta occupando di curare la comunicazione esterna. “Proprio perché – affermano Giorgio Solarino e Daniele Pavone di “Paesaggio Barocco” – riteniamo che un appuntamento del genere, al di là delle ricadute prettamente religiose, meriti di essere esaltato all’ennesima potenza grazie al fascino della tradizione che riesce ad emanare. Un fascino da cui i visitatori e i turisti non riescono a sottrarsi. E lo testimoniano i grandi numeri che, di anno in anno, questo evento riesce a concretizzare. Ancora di più da quando sono stati previsti i baci serali”.