Giorno della Memoria: cerimonia provinciale al "Curcio"

La manifestazione celebrativa del «Giorno della Memoria» si terrà lunedì alle 11 presso l’Aula Magna del «Curcio». L’iniziativa è della Prefettura che, come già fatto lo scorso anno, ha privilegiato un istituto scolastico, prendendo le mosse dall’idea che i giovani devono essere necessariamente coinvolti in tutte le occasioni di ricordo degli eventi della storia, al fine di renderli consapevoli dell’importanza della memoria e di spronarli affinché comprendano appieno i valori ed i principi del rispetto della dignità umana e del rifiuto di ogni tipo di violenza e di sopraffazione. In particolare, l’intento è di rendere consapevoli i ragazzi dell’elevato valore morale e civile della ricorrenza, allo scopo di conservare la memoria di un tragico e oscuro periodo nella storia del nostro Paese e dell’Europa e di provocare momenti di riflessione per costruire un futuro di pace.

La scelta del «Curcio» è motivata dall’onorificenza ad un cittadino ispicese alla cui memoria verrà consegnata la «Medaglia d’Onore» conferita dal Presidente della Repubblica ai cittadini italiani deportati e internati nei lager nazisti. Insieme alla Prefettura hanno collaborato il dirigente dell’istituto Curcio e la Società Ispicese di Storia Patria. Saranno presenti i vescovi di Noto e Ragusa, i sindaci dei Comuni della provincia, il Commissario Straordinario del Libero Consorzio Comunale di Ragusa, il Presidente del Tribunale, il Procuratore della Repubblica, i Vertici Provinciali delle Forze dell´Ordine, i rappresentanti delle locali Associazioni Combattentistiche e d´Arma e le rappresentanze degli istituti superiori della provincia accompagnati dai dirigenti scolastici.

Nel corso della cerimonia sarà presentata l’iniziativa proposta e sostenuta dalla Prefettura riguardante la realizzazione anche nella provincia iblea del progetto delle Stolpersteine «Pietre d’inciampo» dell’artista tedesco Gunter Demnig finalizzata a consolidare, nel tessuto urbanistico e sociale delle città europee, una memoria diffusa dei cittadini deportati nei campi di sterminio nazisti attraverso piccole targhe di ottone incastonate nel selciato davanti all’ultima abitazione di residenza del deportato con l’indicazione del nome, della data e del luogo di nascita e di morte. In tale ottica, la collocazione delle «Pietre d’inciampo» in ciascun Comune, oltre ad essere un elemento materiale inserito nel contesto urbanistico, costituirà per la comunità residente un «inciampo» soprattutto visivo e mentale, perché costringe chi passa davanti a quella «pietra» a ricordare quanto accaduto in quel luogo e a quella data e a risvegliare la propria memoria su quei concittadini che hanno subìto la deportazione, la prigionia e la morte.