Scicli: "Ioseph Patrem" vince la Cavalcata di San Giuseppe

Una festa colorata e profumata. Sono le violacciocche delle bardature dei cavalli che inondano di profumo le strade del centro storico per il tradizionale appuntamento della Cavalcata di s. Giuseppe. Una festa prima iniziata in piazza, poi proseguita nel salotto nobile di via Mormina Penna con tanti turisti e quindi nei quartieri che hanno accesso fino a tardi i loro falò. La regia dell’associazione «Patriarca Folklore e Tradizione» che ha organizzato per il settimo anno consecutivo La Cavalcata ha funzionato. A vincere il Trofeo Comune di Scicli è stato il Gruppo Balatelle (n.56). Secondo posto per il Gruppo Gurgazzi cui è andato il premio social istituito per l’edizione 2018 sulla base dei like ricevuti in rete. (n.59). Il premio assegnato dalla giuria formata da sei giornalisti è andato al Gruppo La Fenice (n. 62).

La bardatura del gruppo Balatelle (nella foto) è stata premiata dalla giuria presieduta da Ray Bondin per l’armonia e la realizzazione. Il gruppo vincitore ha intitolato l’opera «Joseph Patrem». Ad aprire la bardatura una testiera raffigurante due angeli intenti a sorreggere l’effige del santo patrono, il tutto sormontato da una corona che sovrasta la Croce Santa. Imperiosi, chiari e molto ben curati anche i disegni nei due lati con la rappresentazione dell’angelo che appare in sogno a San Giuseppe.

E’ stata una lunga sfilata, con turisti, fedeli, curiosi e residenti ammirati per il gran lavoro svolto dai gruppi che si dedicano con cura e passione. Dice a questo proposito Paolo Nifosì registrando le differenze tecniche della bardatura: « Un tempo si cuciva la violaciocca, oggi si incolla su un disegno che consente più precisione e più semplicità nella realizzazione. Anche le competenze sono cambiate. Sono state richieste competenze di grafici, di disegnatori, di gente che ha studiato in Accademia. Quello che noto è una nuova contaminazione, con risultati molto belli. Ma tutto ciò non potrebbe essere possibile senza la grande determinazione di gruppi che lavorano in sinergia, di un patrimonio di base ancora poco conosciuto e compreso».