Il “Gioco dell’oca” della Ragusa Catania: un passo avanti e 2 indietro. Niente di certo all’orizzonte

Il “Gioco dell’oca” della Ragusa Catania: un passo avanti e 2 indietro. Niente di certo all’orizzonte

Il ministro Danilo Toninelli ne è convinto, la deputata regionale Stefania Campo e tutta la classe parlamentare pentastellata siciliana ne sono certi: la Ragusa Catania si farà e sarà a carico totale dello Stato. Niente più imprese private e pedaggi ma una arteria moderna da percorrere senza pagare. Il ministro dei trasporti ha “dimenticato” di specificare però come risolverà il rapporto con il Consorzio di imprese, al quale è stato affidato il progetto di finanza, di cui esiste il progetto esecutivo costato tempo e denaro in tutti questi anni di elaborazioni, modifiche e ripensamenti. Non è dato al momento sapere come riuscirà il governo a tirarsi fuori da un contenzioso che appare molto complicato e, stando così le cose, perdente per lo Stato con conseguenti penali che ha fatto una clamorosa marcia indietro cambiando strategia per la realizzazione dell’opera.

Tutto da vedere, ma per il momento ci dobbiamo far bastare le rassicurazioni “virtuali” del ministro, in attesa che il Cipe pubblichi la delibera con la quale si formalizza il ritiro del concessionario dell’opera e l’Anas venga ufficialmente incaricata di aprire i cantieri. Più che impegni verbali servono atti e risorse prima che si possa cantare vittoria. Lo dimostra una vicenda ventennale che, per restare agli ultimi mesi, sembrava ormai al punto di arrivo perché si attendeva il visto formale del Cipe. Che non è puntualmente arrivato perchè la “politica” ha fatto altre scelte. Quella stessa politica che nel 2004 aveva detto che la Ragusa Catania si poteva realizzare solo grazie alla concessione ai privati ed ora dice, invece, che lo Stato può.

Il parlamentare regionale del Pd Nello Dipasquale paventa una denuncia alla Corte dei conti e alla procura per la piega che sta prendendo la vicenda. “Sospetto – dice il parlamentare ibleo – che l’unico a cui andrà bene sarà il concessionario: gli pagheranno il progetto e, molto probabilmente, lo Stato lo dovrà risarcire per il tempo perso e per il mancato guadagno. Se andrà a finire davvero così – conclude – presenterò una denuncia alla Corte dei Conti e alla Procura della Repubblica che penso saranno molto interessati a tutta questa vicenda”. Il gioco dell’oca, un passo avanti e due indietro.