Crisi covid: oltre la metà dei ragusani non andrà in vacanza

Crisi covid: oltre la metà dei ragusani non andrà in vacanza

Oltre la metà dei ragusani non farà vacanze questa estate e resterà a casa. Chi potrà permetterselo andrà al mare, eviterà centri termali e città d’arte. Solo una minima parte opterà per la montagna. Chi andrà e potrà andare in vacanza opterà per la Sicilia, una abbondante metà, mentre solo il 20% del campione sceglierà una regione vicina. L’estero diventa impossibile o quasi anche perché il 70 % di quanti sono stati intervistati ha deciso di utilizzare l’automobile ed evitare navi ed aerei. L’impatto della pandemia ha modificato notevolmente abitudini consolidate e condiziona di molto i comportamenti, una volta dati per acquisiti come la breve vacanza in una capitale europea.

Le conseguenze economico sociali sul settore turismo sono sotto gli occhi di tutti e bene lo sanno operatori turistici, aziende alberghiere e quanti ruotano attorno a questo comparto. L’indagine di Confcommercio e Federalberghi dice che il calo nei viaggi è di quasi il 20% rispetto all’estate 2019. Inoltre si è ridotta del 10 per cento durata media della vacanza principale (9 notti contro le 10 del 2019). Si dimezza il numero di coloro che faranno da 8 a 14 giorni di vacanza (16,9% contro 34%), con un travaso pressoché speculare verso coloro che passeranno da 4 a 7 notti fuori casa (da 41,8% a 57,1%) o si potranno permettere un weekend o poco più (da 5,2% a 7,8%). Cala anche il numero di coloro (2% contro il 9,4% del 2019) che, oltre alla vacanza principale, durante l’estate faranno anche delle vacanze brevi per bilanci familiari che si sono assottigliati.