Gli effetti del covid pesano sulle tasche dei siciliani. Male Ragusa

Gli effetti del covid pesano sulle tasche dei siciliani. Male Ragusa

Gli effetti del covid pesano come macigni sulle tasche dei siciliani. Ragusa è la provincia che ha vissuto nel modo più negativo gli effetti della cassa integrazione ordinaria visto che le ore hanno toccato la percentuale di quasi il 5 mila per cento in più rispetto allo scorso anno. Un record vero e proprio che pone la provincia iblea al top di questa speciale classifica elaborata dal Centro studi mercato del lavoro e contrattazione. A vivere maggiormente il “peso” dei mancati introiti economici in particolare sono i catanesi ed i palermitani i quali in cinque mesi hanno già perso complessivamente nel loro reddito oltre 63 milioni di euro al netto delle tasse. I danni economici per il coronavirus, insomma, avranno ripercussioni nel prossimo futuro e sull’occupazione giovanile. Analizzando i numeri bisogna tornare indietro al 2013 per trovare qualcosa di paragonabile ma allora i dati si riferivano ai 12 mesi mentre ora appena a cinque mesi. Complessivamente si può ben affermare che 71 mila 630 siciliani sono rimasti a casa per 22 settimane, nessuna produzione per loro, esattamente per 6.240 posti in cassa integrazione straordinaria, 17.130 in cassa integrazione in deroga, 27.260 in cassa integrazione ordinaria e oltre 21 mila lavoratori che hanno fruito del fondo di solidarietà.

Secondo il lavoro di monitoraggio dell’associazione Lavoro&Welfare in Sicilia durante il mese di maggio si superano le ore di casse integrazione rispetto al 2013, ritenuto l’anno horribilis per la Sicilia con le grandi vertenze che hanno travolto il sistema industriale siciliano. Durante il 2019 c’era stato un calo delle ore di cassa integrazione ordinaria. L’andamento economico è peggiorato in Sicilia durante l’emergenza covid tant’è che si registra un aumento, rispetto al 2019 di 1.347 ore di cassa integrazione totale cui vanno sommati gli interventi del fondo di solidarietà ed allora si sale a poco più di 63 mila ore. Ragusa ha pagato di più, seguita da Agrigento ed Enna.