Continuità territoriale: agevolazioni a utenti aeroporto Comiso

Continuità territoriale: agevolazioni a utenti aeroporto Comiso

I soldi ci sono, ora bisogna trovare le compagnie. Il decreto sulle tratte sociali dagli aeroporti siciliani di Trapani e Comiso è stato firmato dal ministro Danilo Toninelli. Si tratta della cosiddetta continuità territoriale. In breve, per ogni singola tratta, le compagnie aeree dovranno garantire all’utenza frequenze minime, orari e un numero minimo di posti. Il decreto prevede anche le tariffe massime da applicare per tutto l’anno su ciascuna rotta, sia per i residenti in Sicilia che per i non residenti. Dal 29 marzo del prossimo anno le rotte dai 2 scali siciliani di secondo livello saranno quindi operative. Da Comiso si prevedono collegamenti per Roma e Milano Linate, Trapani avrà più rotte e precisamente verso Trieste, Brindisi, Parma, Ancona, Perugia e Napoli. Per ogni singola tratta, come accennato, il vettore dovrà garantire all’utenza frequenze minime, orari e numero di posti a favore dei residenti in Sicilia che potranno godere così di agevolazioni così come avviene da anni per i residenti in Sardegna.

Il decreto prevede, lo ribadiamo, anche le tariffe massime da applicare per tutto l’anno su ciascuna rotta onerata, sia per i residenti in Sicilia che per i non residenti. Per assicurare la continuità territoriale da e per gli aeroporti di Comiso e Trapani si è stimato un fabbisogno finanziario massimo complessivo di 48.373.020 euro, di cui 31,057 milioni di euro a carico dello Stato e 17,315 milioni a carico della Regione Siciliana, indispensabile per far fronte agli obblighi di compensazione nell’eventualità si debba procedere all’aggiudicazione del servizio per il triennio tramite gare pubbliche, per mancata presentazione di accettazione da parte di un vettore senza compensazione e senza diritti di esclusiva. Il prossimo passo sarà bandire le gare e verificare quante e quali compagnie vorranno operare le rotte a queste condizioni. Inoltre ci sarà da verificate se l’Unione Europea ammetterà le tratte sociali così come per la Sardegna, Pantelleria e Lampedusa visto che Trapani e Comiso si trovano a poche decine di chilometri da scali importanti come Palermo e Comiso.

La continuità territoriale è comunque un traguardo ed anche un punto di partenza per i due aeroporti che versano in una condizione di estrema precarietà per via dei tagli operati dai vettori di riferimento ed in particolare Ryanair che da qualche anno ha tagliato il numero delle rotte soprattutto a Trapani. Comiso non ride di sicuro perché ha visto scendere del 24,5 per cento i passeggeri e del 34 per cento i movimenti rispetto alo scorso anno.

I bandi per istituire nuove rotte e rendere soprattutto il “Pio La Torre” più appetibile non sono andati a buon fine nonostante la disponibilità di 14 milioni di euro per istituire tratte per il nord Italia, Germania e paesi nordici. L’unica compagnia che si era aggiudicata la rotta da e per Torino, la Blue Air, non ha dato più notizia di sé. Il futuro dello scalo ibleo è dunque in bilico e sarebbe miope e riduttivo accontentarsi delle rotte della continuità territoriale perché lo scalo ibleo ha grandi potenzialità ed ha bisogno di collegamenti di ben più ampio raggio.

Il territorio e gli stessi amministratori locali devono attendere ma soprattutto sollecitare l’impegno della Sac che ha acquisito la quota di maggioranza di Soaco investendo sullo scalo ibleo e che quindi dovrebbe avere tutto l’interesse ad arginare le perdite, circa due milioni, e a rendere lo scalo competitivo. L’Ad Nico Torrisi resta in silenzio, il piano industriale è sconosciuto ed insieme a lui anche il presidente di Sac, Sandro Gambuzza, ibleo di nascita, che conosce fino in fondo le problematiche dello scalo. E’ chiaro a tutti che il futuro, se ci sarà, di Comiso, passa per Catania, sulla capacità di Sac di spostare movimenti e traffico su Comiso anche a costo di rimetterci qualcosa. Catania ha toccato ormai i dieci milioni di passeggeri e finora non ha mostrato alcun interesse per risollevare le sorti di Comiso tranne che ricorrere allo scalo nei momenti di emergenza e criticità. I prossimi sei mesi saranno decisivi per Comiso perché in qualche modo Sac dovrà venire allo scoperto ed i nuovi bandi diranno se ci può essere un futuro.