Autostrada Ragusa Catania snobbata dal Cipe. Falcone: “Passi indietro”

Autostrada Ragusa Catania snobbata dal Cipe. Falcone: “Passi indietro”

“Le notizie che continuano ad arrivare da Roma non sono per nulla positive. Neppure nella riunione del pre Cipe di mercoledì scorso c’è stata l’occasione di trattare il futuro della Ragusa Catania. Una seduta del Cipe è stata fissata per l’11 luglio ma le vicende dell’infrastruttura che collegherà i due capoluoghi di provincia siciliani non figureranno all’ordine del giorno”. In aula, a palazzo dell’Aquila, a lanciare un nuovo monito sulla gravità della situazione è stato il consigliere comunale del gruppo CasSìndaco Carmelo Anzaldo, intervenuto in proposito durante la seduta consiliare del 2 luglio.

“Facciamo nostre – spiega Anzaldo – le preoccupazioni sollevate nei giorni scorsi dalla segreteria territoriale di Ragusa dell’Ust Cisl e temiamo che dal Governo nazionale sia stato imposto uno stop che rimetta tutto in discussione con l’allungamento dei tempi sine die e con la concreta prospettiva che per poter vedere davvero funzionante quest’opera trascorrano altri vent’anni. Non punto il dito verso nessuno. Ma è chiaro di chi siano le responsabilità in questo momento. Ritengo, in ogni caso, che tutti gli attori di questa vicenda abbiano un problema di responsabilità. Una cosa è certa. Noi ragusani paghiamo la mancanza di questa come di altre opere. La triste conclusione è che ogni anno facciamo i conti con un elevato numero di vittime. Ed ecco perché ognuno di noi deve passarsi la mano sulla coscienza. E’ un problema serio, che il nostro sindaco Peppe Cassì sta affrontando con grande piglio. Ritengo, però, che ognuno degli attori interessati sia chiamato a svolgere sino in fondo la propria parte. Non possiamo permetterci, nel 2019, di non contare su un’infrastruttura come la rinnovata Ragusa-Catania”. Anzaldo ha concluso in aula chiedendo che “tutti, su questa pressante problematica, si muovano in maniera organica per arrivare a un risultato concreto”.

Anche l’assessore regionale Marco Falcone si dice dubbioso: “Il dato di fatto è che siamo impantanati – dice – e abbiamo fatto passi indietro nella tormentata vicenda. Tuttavia – conclude – il governo Musumeci non si appassiona alle proteste, ma alle proposte, e sono quelle che presenteremo a Roma per far valere le ragioni del territorio siciliano”.