Mission aeroporti: privatizzare Catania e rendere appetibile Comiso

Mission aeroporti: privatizzare Catania e rendere appetibile Comiso

Sandro Gambuzza si è insediato ufficialmente alla presidenza della Sac. Il nuovo Cda è quindi operativo con Nico Torrisi riconfermato amministratore delegato ed i consiglieri Giovanna Candura, Daniela La Porta e Fabio Scaccia. Sandro Gambuzza, espressione del territorio ibleo, ha come priorità le infrastrutture, mentre Nico Torrisi ha in testa lo sviluppo dell’aeroporto di Comiso, sempre più convinto che il “Pio La Torre” deve diventare la seconda pista di Catania. Torrisi ha confermato che Comiso dovrà raggiungere entro 2 anni il traguardo del milione di passeggeri per essere redditizio o comunque pareggiare i conti. La realtà al momento è ben altra perché i voli su Comiso diminuiscono invece di crescere. Ryanair ha cancellato la tratta per Londra privando lo scalo ibleo di un collegamento molto apprezzato e gettonato. Da aprile doveva partire il Comiso-Torino di Blue Air che si è aggiudicato uno dei 14 lotti nuove tratte che Soaco ha pubblicato. La compagnia rumena si è ecclissata e nulla al momento è dato sapere. Una situazione di stallo proprio in avvio della stagione estiva che a Comiso vivrà soprattutto di charter. Sac, ormai socio di maggioranza di Soaco, è pronta a riproporre gli altri 13 lotti per la promozione turistica di 5 rotte nazionali e 9 internazionali. Si punta a collegamenti con Emila Romagna (Bologna) e Veneto (Verona). Le internazionali prevedono invece l’attivazione di due tratte per l’Inghilterra (nord e sud), tre per la Germania (nord, centro e sud), un collegamento con il nord Europa (tra Norvegia, Danimarca e Finlandia), uno con l’est Europa ed uno, infine, che sarà individuato tra Spagna e Francia.

L’incentivazione per le nuove tratte è finanziata ma le compagnie hanno risposto fino ad ora picche. Decisivo appare a questo punto il ruolo che Sac potrà giocare facendo pesare sul tavolo il ruolo di Fontanarossa. Da parte sua il presidente Sandro Gambuzza dovrà avviare la privatizzazione di Catania, da tutti ormai data per scontata. Il nuovo Cda potrebbe essere l’ultimo a gestire Catania prima della privatizzazione o comunque ad avviare il cambio di gestione. Il neo presidente punta poi a mettere in rete, e non solo dal punto di vista aeroportuale, i due scali perché se Comiso deve diventare la seconda pista di Catania e costituire un’alternativa serve un collegamento viario degno di questo nome. La realizzazione della nuova Ragusa Catania è fondamentale per far sì che gli 80 km che separano i due scali siano percorsi in breve tempo e in sicurezza. Ecco perché il nuovo Cda è interessato all’annosa vertenza sul raddoppio di carreggiata della infrastruttura e vuole dunque giocare un ruolo fattivo.