Banca Agricola Popolare: bilancio approvato, ma il 25% dell’assemblea dei soci dice “No”

Banca Agricola Popolare: bilancio approvato, ma il 25% dell’assemblea dei soci dice “No”

Bilancio approvato, ma il 25% dell’assemblea dei soci dice “No”. In un Teatro Tenda stipato i vertici della Banca Agricola Popolare di Ragusa, con in testa il presidente Arturo Schininà ed il direttore generale Saverio Continella, hanno presieduto un’assemblea animata, percorsa dai malumori e dalla rabbia dei tanti piccoli risparmiatori presenti, circa 500, che non hanno voluto mancare l’occasione per dire nella sede più opportuna la loro rispetto al consuntivo della banca. La vertenza aperta da qualche tempo dai risparmiatori per trasformare in liquidità le azioni Bapr continua e le rassicurazioni del presidente e dell’Ad non hanno convinto o perlomeno indotto i risparmiatori a desistere. La banca ha ribadito una situazione reddituale, di liquidità e patrimoniale di assoluta sicurezza, ha detto Arturo Schininà, confermando tra l’altro l’apertura per risolvere nel più breve tempo le situazioni più delicate. Un passo avanti apprezzato ma non sufficiente per convincere gli aderenti al comitato spontaneo e tra gli aventi diritto al voto per cui al momento della votazione i no sono stati circa 500 no. Un evento per alcuni versi eccezionale, almeno nei numeri, che testimonia il malessere diffuso ed irrisolto che serpeggia. Il comitato ha chiesto che il fondo stanziato per l’acquisto delle azioni di circa 8 milioni di euro sia ampliato e che la Bapr sia trasformata in Spa per garantire maggiore trasparenza, assumere un assetto più adeguato ai tempi e di limitare gli ampi poteri del Cda.

Nicoletta Santamaria, coordinatrice e portavoce del comitato, protagonista di numerosi tavoli anche al Mef, tavoli che ancora non hanno mosso alcuna soluzione concreta e soddisfacente per i risparmiatori, ha sottolineato il risultato ottenuto: “Non ci aspettavamo certo di essere la maggioranza, ma essere in più di 500 ha significato rappresentare il 25% di un’assemblea prima impenetrabile. Abbiamo dimostrato di non essere quattro scalmanati, e adesso la banca sa bene che, se non ci darà risposte sufficienti, alla prossima assemblea saremo migliaia, non più centinaia”.