Autostrada Ragusa Catania: Musumeci pronto a portarsi la brandina davanti al Ministero

Autostrada Ragusa Catania: Musumeci pronto a portarsi la brandina davanti al Ministero

Il presidente della Regione Nello Musumeci è pronto a portarsi la brandina davanti al Ministero delle Infrastrutture per stazionarvi a tempo indeterminato, mentre i sindaci sono decisi ad azioni clamorose: il destino dell’autostrada Ragusa Catania resta appeso ad un filo perché il governo nazionale non è convinto della sostenibilità economica dell’opera. La riunione convocata a Catania dal presidente della Regione, cui hanno partecipato i sindaci dei comuni interessati ma non i parlamentari del territorio, è servita a malapena a fare il punto di una situazione, peraltro ormai nota. Erano presenti gli assessori alle Infrastrutture Marco Falcone e all’Economia Gaetano Armao, e i sindaci di Catania Salvo Pogliese, di Ragusa Peppe Cassì, di Chiaramonte Gulfi Sebastiano Gurrieri, di Carlentini Giuseppe Stefio, di Lentini Saverio Bosco, di Francofonte Daniele Lentini, di Vizzini Vito Cortese e di Licodia Eubea, Giovanni Verga.

Musumeci ha ribadito che la Regione è pronta a fare a sua parte, a cofinanziare il progetto ma vuole sapere cosa intende fare il governo Conte. Il governatore ha messo il dito nella piaga: “Un giorno dicono che il progetto va valutato dal punto di vista della sostenibilità, un altro dicono che la Ragusa-Catania deve essere interamente pubblica. Noi vogliamo sapere cosa intendono fare”. I sindaci, a cominciare da Peppe Cassì, hanno evidenziato come quella ragusana sia l’unica provincia siciliana a non essere attraversata da autostrada e l’arteria statale che collega quell’area con Catania è contrassegnata da frequenti incidenti anche mortali. Il timore espresso dal vertice è che la rinuncia al progetto di finanza da parte del ministro Toninelli determini il ritorno a dieci anni indietro e a un contenzioso che può rappresentare la pietra tombale per un’opera attesa ormai da troppo tempo.

«Il Tavolo – ha assicurato il presidente Musumeci – tornerà a riunirsi nei prossimi giorni, anche per incontrare il concessionario e poi predisporre le forme di protesta più opportune per richiamare l’attenzione del governo nazionale sull’esigenza di fare bene e presto”. L’on Nello Dipasquale si mostra fortemente critico rispetto all’atteggiamento assunto dal presidente della Regione: “Sono negativamente sorpreso dal comportamento di Musumeci – dichiara Dipasquale – perché il presidente, non ha voluto rispondere ad un appello che promuoveva il confronto e la sintesi democratica. Così come si è sempre fatto per battaglie importanti come questa. Chi ha ricoperto il ruolo di Presidente prima di Musumeci, in circostanze analoghe, ha sempre preferito ampliare i tavoli perché si è ritenuto che gli obiettivi da raggiungere riguardassero il benessere della Sicilia e dei suoi cittadini. Non comprendo, quindi, a cosa possa servire discutere delle sorti di una strada che cambierebbe il futuro di un’intera area geografica limitando l’incontro solo ad alcuni sindaci.

La Regione Siciliana, su questo tema – dichiara ancora il parlamentare ibleo – ha certamente avuto un ruolo di primo piano fino a questo momento, sebbene insufficiente per raggiungere il traguardo, ma con questa mossa Musumeci, finora del tutto assente, cerca di guadagnare un po’ di visibilità anche se del tutto incapace di avere a che fare con chi la pensa diversamente da lui. Invece questo tema ha necessità di tutt’altro approccio: la Ragusa-Catania merita che si faccia sintesi su un unico modo di agire da parte di tutti. Tenteremo, in tutti i modi, di spiegare a Musumeci che servono strategie autenticamente condivise e che una discussione tra pochi intimi non può dettare la linea – conclude Dipasquale – per un’area così vasta”. Tutti pronti alla mobilitazione ma sullo sfondo una incertezza che non lascia sperare in nulla di buono, se non un allungamento a dismisura dei tempi.