Ragusa Catania strada maledetta. Non solo per i morti, ma anche per i troppi silenzi e le omissioni

Ragusa Catania strada maledetta. Non solo per i morti, ma anche per i troppi silenzi e le omissioni

Una strada maledetta. Non solo per i tanti morti che in 15 anni si sono contati lungo la Ragusa-Catania ma anche per le frenate, le giravolte, i silenzi e omissioni che di anno in anno, di governo in governo si sono registrate con buona pace e la tanta pazienza di amministratori locali e del comitato che è sempre stato attento e in prima linea. Il Cipe, in quella che ha doveva essere la riunione decisiva per varare il progetto esecutivo, ha chiesto ancora due mesi per approfondimenti e rinviato il tutto al 13 maggio. Ma non è tanto il rinvio che preoccupa, anche perché ai rinvii tutti ormai hanno fatto il callo, ma l’approccio del governo gialloverde che preoccupa e che sembra far calare la parola fine sulla Ragusa Catania. Il Cipe infatti ha messo in discussione il progetto di finanza, quindi affidato ai privati e già pronto, a favore di un progetto a totale finanziamento pubblico. La sostenibilità dell’opera non convince il Governo che ha impresso una sterzata decisiva in tale direzione. Che ne sarà del progetto del gruppo Sarc, concessionario dell’opera, che prevede un investimento di 668 milioni non si sa né è dato sapere chi, in caso di affossamento del progetto di finanza, pagherà. Alla riunione del Cipe il vicepresidente della regione, Gaetano Armao, ha ribadito l’impegno del governo Musumeci a mettere i 224 milioni, derivanti dall’entrata in funzione dell’opera al 2054, di gettito fiscale aggiuntivo per la Regione dovuto al trasferimento della sede sociale della concessionaria in Sicilia in modo da rendere sostenibile il costo della superstrada per il territorio innanzitutto. Ma Mit e Mef non hanno voluto sentire ragioni ed hanno chiesto in modo concorde una “pausa di riflessione” che suona come un De Profundis per l’opera almeno così come è stata pensata. Per la Ragusa Catania pubblica che vuole il governo bisognerà ricominciare tutto daccapo, a cominciare dal progetto, e soprattutto trovare i soldi.

L’ALLARME DELL’ON DIPASQUALE
“Nuovo, incomprensibile, rinvio del Cipe sulla Ragusa Catania. Una non decisione che sembra completamente strumentale. Serve, ora, una seria mobilitazione collettiva”. Lo annuncia l’on Nello Dipasquale, parlamentare regionale del Pd e segretario alla Presidenza dell’Ars. “La discussione sull’infrastruttura ragusana è stata rinviata di 2 mesi, mettendo in discussione il progetto di finanza perché dovrebbe essere presentato un progetto a totale finanziamento pubblico. Nel documento che spiegherebbe le ragioni del rinvio odierno, infatti – continua Dipasquale – si legge solo che “alla luce degli approfondimenti circa la sostenibilità economico finanziaria del progetto autostradale e della sua struttura finanziaria, il Mit e il Mef presenteranno congiuntamente al prossimo Cipe una proposta articolata di deliberazione”, che vuol dire tutto e niente. Ma un nuovo progetto a totale finanziamento pubblico vorrebbe dire tornare indietro di 14 anni e, secondo me, si rischia davvero di non vedere mai la realizzazione dell’autostrada Ragusa-Catania”. “Serve, adesso – conclude Dipasquale – una nuova e forte mobilitazione da parte di tutte le forze interessate, con una convergenza di tutte le forze politiche ed economiche, per impedire quello che potrebbe essere un vergognoso scippo al nostro territorio e un’ulteriore perdita di tempo”.

LA PREOCCUPAZIONE DI CONFCOMMERCIO: “E’ TEMPO DI MOBILITAZIONE”
“E’ necessaria, adesso più che mai, una mobilitazione forte ed efficace dell’intero territorio. L’incomprensibile rinvio del Cipe sulla Ragusa-Catania, che mette in discussione l’intero impianto del progetto, nonché l’imminente apertura dei cantieri e la realizzazione dell’attesa opera infrastrutturale, sono segnali chiari e inequivocabili che vanno in una determinata direzione, con buona pace di chi aveva dichiarato tutt’altro. Ma riteniamo che, adesso, non sia il momento delle polemiche quanto quello di fare sentire a gran voce l’indignazione di un’intera area che questa infrastruttura la vuole e sa di non potervi rinunciare”. E’ il presidente provinciale Confcommercio Ragusa Gianluca Manenti, a dirlo raccogliendo l’appello alla mobilitazione proveniente dal deputato regionale Nello Dipasquale che ieri sera ha assistito ai lavori del Cipe e che ha preso atto di come il rischio concreto sia quello di non vedere mai la realizzazione della Ragusa-Catania. “Le associazioni di categoria devono fare quadrato, stringersi attorno alla necessità di realizzare quest’opera – aggiunge Manenti – perché è il momento di dimostrare, sino in fondo, quanto vale il nostro territorio. Non ne possiamo più di essere trattati in questo modo, come l’ultima ruota del carro o forse peggio. Abbiamo bisogno della nostra dignità infrastrutturale ed è opportuno che ci si giochi sino in fondo le carte del mazzo che abbiamo a disposizione. Il Cipe non ci sente? Bene, leveremo alta la nostra voce e faremo percepire che non siamo disposti ad accettare simili discorsi. Basta con questo atteggiamento che denota sufficienza, anzi una vera e propria incapacità, di venire incontro alle nostre esigenze”.