Rivoluzione aeroporto Comiso: farà rete con Catania. Intervista alla presidente Sac Daniela Baglieri

Rivoluzione aeroporto Comiso: farà rete con Catania. Intervista alla presidente Sac Daniela Baglieri

E arrivò il giorno dell’acquisizione. Giovedì, in una giornata densa di appuntamenti per I vertici della Sac, è stata comunicata l’operazione che molti attendevano. La Sac, la società che gestiste l’aeroporto di Catania, ha acquisito il 100% di Intersac, la società che detiene il 65% della Soaco. E’ stato Pietro Agen, presidente della supercamera del sud est, a darne l’annuncio. Il matrimonio s’ha da fare quindi e va nella direzione di una gestione in rete degli aeroporti siciliani. Adesso per il Pio La Torre si dovrà aprire, necessariamente, una nuova fase. A disegnare I contorni del futuro di quella che secondo il presidente Agen potrà essere “la Fiat” dell’isola è la presidente della Sac Daniela Baglieri (foto) che è, fieramente ci dice nel corso dell’intervista, di orgini comisane. La presidente, che è professore di economia e gestione delle imprese all’Università di Messina, gestisce attualmente uno degli aeroporti al top in Italia per numero di passeggeri e con ampi margini di crescita. Margini che, si spera, potranno esserci anche per Comiso. Daniela Baglieri fa anche parte dell’Advisory Board Italy di Unicredit, si tratta di una sorta di consiglio di saggi, i cui membri, 15 in tutto, rappresentano il meglio che il panorama italiano possa offrire per conoscenza, esperienza, affidabilità, ed è stata incoronata vincitrice dell’European Business Award 2017.

– Presidente il matrimonio Catania – Comiso è cosa fatta. Adesso quale sarà il futuro?
“Le linee del futuro le abbiamo tracciate nel convegno di oggi a Catania e prevedono un concetto di rete aeroportuale. Al momento non c’è un modello unico in Italia. C’è la rete pugliese che è un modello e prevede la stessa tariffazione per tutti gli aeroporti della Regione. Nel nostro caso avere una rete consentirebbe a Comiso di avere le stesse tariffe di Catania e quindi di iniziare a ripianare le perdite. Serve una visione strategica dei territori e avere Comiso è un incentivo per la Sac poiché lo scalo di Comiso deve produrre utili e non perdite”.
– Il territorio ibleo è stato spesso scettico e “spaventato” dall’ingerenza catanese…
“Io sono di Comiso e quindi conosco benissimo la vicenda e il territorio. Alla luce delle scelte della privatizzazione se Comiso non si mette con un grande aeroporto rischia di chiudere: l’isolamento non porta a nulla. Purtroppo è un problema che hanno tutti gli scali minori ma se si fa sinergia e si condividono tariffe e visioni si farà crescere Comiso. Il Comune inoltre ha la sua quota e si farà garante dell’interesse pubblico”.

– Quindi un rilancio?
“Alla luce del problema Etna lo scalo di Comiso ha dato una grande prova di efficienza, riconosciuta anche da Enac. Quindi è una struttura valida, adesso serve un piano per lo sviluppo. Però il territorio deve anche concentrarsi sull’offerta turistica e sui servizi per aumentare l’appettibilità delle tratte. Questo momento può rappresentare un punto di svolta e un gestore unico per due scali si può presentare in maniera diversa e congiunta ai vettori. E’ un investimento e un incentivo per le compagnie”.