Il futuro incerto dell’autostrada Ragusa Catania, le rassicurazioni del ministro e quel pedaggio “salato”

Il futuro incerto dell’autostrada Ragusa Catania, le rassicurazioni del ministro e quel pedaggio “salato”

Il ministro per il Sud Barbara Lezzi (foto), alla luce delle poco rassicuranti notizie che giungono da Roma sul futuro dell’autostrada Ragusa Catania e dell’ormai “chimerico” raddoppio di carreggiata, ha tenuto a precisare che “Il governo è più che convinto sulla necessità di portare avanti il progetto per la realizzazione dell’infrastuttura viaria, tanto che la questione sarà all’ordine del giorno del Cipe che si terra sicuramente agli inizi del mese di aprile. L’esecutivo si è impegnato a dirimere tutti i nodi di carattere finanziario per non far gravare i costi dell’opera sui cittadini che la percorreranno, al fine di realizzare una infrastruttura fondamentale per la sicurezza delle persone e per assecondare – ha concluso la Lezzi – la crescita economico imprenditoriale della Sicilia sud-orientale”.

LE FUNESTE NOTIZIE DA ROMA SUL FUTURO DELL’AUTOSTRADA RAGUSA CATANIA
All’improvviso non ci sono più certezze sull’autostrada Ragusa Catania. Le ultime notizie rimbalzate da Roma parlano di ripensamento e di perplessità da parte del Ministero dell’Economia e dei Trasporti in merito alla sostenibilità dell’infrastruttura viaria. Sono gli stessi rilievi che erano stati sollevati in una precedente incontro con l’assessore regionale ai Lavori Pubblici, Marco Falcone, che si sono ora ancor di più evidenziati perché l’advisor cui i due ministeri si sono rivolti ha sollevato molte eccezioni perché la superstrada comporterebbe un alto pedaggio. Dice l’assessore Falcone: “Noi come Regione abbiamo ribadito ai ministeri che siamo pronti a presentare un nostro piano di intervento, perché siamo convinti della strategicità di questa strada, che deve unire rapidamente e con la massima sicurezza due aree fondamentali dell’Isola”.

Il problema sollevato in sede ministeriale è che anche l’Unione Europea potrebbe sollevare eccezioni perché la nuova superstrada sarebbe unica nel collegamento con il capoluogo etneo e non offrirebbe una valida alternativa agli automobilisti costringendo così ad un pedaggio obbligato. La Regione, tuttavia, non demorde e ritiene l’opera strategica, vuole comunque che il progetto vada avanti nonostante le perplessità del governo sull’affidamento dei lavori al Gruppo Bonsignore, la Sarc, con il quale è aperto un contenzioso per la realizzazione di un’altra opera viaria come la Orte Mestre.

L’assessore Falcone, anche in sede di una riunione tenuta a Catania con i prefetti della Sicilia Orientale ha confermato la determinazione dello stesso presidente Nello Musumeci ad andare avanti ed eventualmente a subentrare al concessionario dell’opera mobilitando e coinvolgendo il Cas e sostenendo dal punto di vista economico il progetto. Dopo decenni di studi, approfondimenti, riunioni e mobilitazioni i nodi stanno venendo al pettine e l’ipotesi di un intervento della Regione, pur lodevole, non fa che addensare le nubi sulla superstrada. Il comitato per la Ragusa Catania, da sempre in prima linea, ha convocato per martedì una riunione presso la sede della Cna a Ragusa per fare il punto della situazione. La preoccupazione che tutto salti in aria è alta ed il comitato ha anche chiesto un incontro urgente al prefetto Filippina Cocuzza per affrontare il caso al più alto livello.

COME SARA’ L’AUTOSTRADA RAGUSA CATANIA UNA VOLTA REALIZZATO IL PROGETTO
L’autostrada Ragusa Catania sarà lunga 68,66 chilometri e seguirà il percorso di due Statali, trasformandole a doppia corsia: 39 chilometri saranno lungo la 514, dall’area di Ragusa all’attuale innesto con la statale 194. Da qui altri 29 chilometri fino all’abitato di Carlentini. Dove si collegherà con l’autostrada A18. A sud, invece, il collegamento sarà con la statale 115. In totale, lungo i 69 chilometri, verranno realizzati dieci svincoli e undici viadotti. L’opera sarà divisa in otto lotti funzionali. La Regione ha garantito 367 milioni di euro, resterebbero a carico dei privati 448 milioni.