Ufficio periferico demanio marittimo Pozzallo sarà accorpato?

Ufficio periferico demanio marittimo Pozzallo sarà accorpato?

«Esprimiamo la nostra preoccupazione per il ventilato accorpamento dell’ufficio periferico del demanio marittimo di Pozzallo con quello di Siracusa. Sarebbe un grosso passo indietro che finirebbe con il penalizzare tutti gli operatori economici del settore che, oltre ai problemi con cui quotidianamente si scontrano, si vedrebbero costretti a riavviare i cosiddetti viaggi della speranza, così come accadeva fino a qualche anno addietro». E’ il senso dell’allarme lanciato dal presidente del Sindacato italiano balneari della provincia di Ragusa Pinuccio La Rosa (foto). Il Sib, aderente a Confcommercio, chiede l’intervento della deputazione regionale dell’area iblea per far sì che tale ipotesi possa essere scongiurata.

«Perdere una struttura del genere, attualmente allogata in una stanza del Comune di Pozzallo, in attesa di essere trasferita in uno dei locali dell’ex Asi nella zona industriale Pozzallo-Modica – aggiunge La Rosa – significherebbe complicare ulteriormente l’aspetto procedurale per cui gli operatori di questo ambito si trovano costretti, per varie necessità, a interloquire con l’ufficio in questione. Chiediamo, dunque, che chi di competenza si attivi per fare cambiare idea all’assessorato regionale Territorio e ambiente».

E il vicepresidente del Sib ibleo, Marco Daparo, rincara la dose: «Non è possibile che si vada ulteriormente indietro rispetto alla creazione di un percorso strutturato sul territorio che era stato il frutto di numerose battaglie sindacali e che era culminato con l’apertura dell’ufficio periferico territoriale a Pozzallo. Una simile marcia indietro non sarebbe giustificabile agli occhi dei numerosi operatori di questo comparto che, in questo modo, rischierebbero di essere penalizzati in maniera forte. Come sindacato stiamo sollecitando l’avvio di una interlocuzione politica per far sì che la Regione possa addivenire a più miti consigli. Ma non escludiamo di alzare la voce, se necessario, anche attraverso l’organizzazione di proteste mirate».