Aeriblei si è insediata e punta sullo sviluppo del settore cargo

Aeriblei si è insediata (nella foto il Cda), ora serve un progetto. La neo società, costituita da alcuni imprenditori iblei, che intende sostenere lo sviluppo dell’aeroporto di Comiso, esprime un Consiglio di amministrazione presieduto da Salvatore Cascone e formato dal vice presidente Gianstefano Passalacqua e dai consiglieri Roberto Biscotto, Salvatore Sallemi e Giuseppe Alessi. La prima riunione del nuovo soggetto giuridico è servita a formalizzare alcuni adempimenti e a porre alcuni punti fermi. Aeriblei punta sullo sviluppo del settore cargo visto che la Regione Siciliana ha stanziato un milione di euro scommettendo su questa branca dei servizi aerei per dare allo scalo ibleo uno sviluppo sul mercato. «Aeriblei – dice il presidente Salvatre Cascone- date le difficoltà economiche dell’Aeroporto di Comiso, è disponibile sin d´ora a dare il suo contributo per il rilancio dell’aeroscalo in sinergia con gli enti istituzionali nell’interesse del territorio».

Una manifestazione di buoni propositi che tuttavia deve fare subito i conti con la dura realtà di una società di gestione in gravi difficoltà economiche. Il futuro dello scalo comisano è legato nel breve periodo alla liquidazione della quota di maggioranza di Soaco, il 65 per cento, detenuto da «Intersac», partecipata da Sac. Entro il 31 marzo la quota dovrà essere liquidata ed assegnata ed è tutto da vedere chi avrà interesse a farla propria. Si tratta in pratica del pacchetto di maggioranza della società di gestione di Soaco che si traduce nel controllo del «Pio La Torre» (l’altro 35% è detenuto dal Comune di Comiso). Che farà la Sac, gestore di Fontanarossa e finora gestore anche del Pio La Torre? Ma soprattutto che farà Aeriblei? La nuova società è in grado di rilevare il pacchetto di maggioranza e gestire dunque lo scalo o dovrà invece accontentarsi delle briciole con una quota di partecipazione non decisiva?

La nascita di Aeriblei è stata salutata dal territorio con entusiasmo e con fiducia per uscire da una situazione difficile in cui verso lo scalo ma soprattutto perché sia il territorio ibleo a tenere per mano il futuro dell’aeroporto sganciandolo dagli interessi più o meno dichiarati di Catania. Il presidente Cascone ed il Cda non hanno finora scoperto le loro carte rispetto a questa scadenza ma sarebbe un po’ limitativo puntare solo allo sviluppo del cargo senza pensare a gestire l’aeroporto.