I sindaci non demordono ma temono che la Ragusa Catania non interessi

I sindaci non demordono ma temono fortemente che la Ragusa-Catania non interessi più di tanto. Come spiegare infatti che il progetto di ammodernamento della arteria sia rimasto fermo da alcuni mesi quando è dotato di tutti i pareri tecnici per essere inoltrato al Cipe e quindi ottenere il parere necessario per avviare l’iter dell’apertura dei cantieri. Succede invece che l’allungamento della Siracusa—Gela fino a Modica, comunque ancora fermo, pare avere indotto nel concessionario privato della Ragusa-Catania un ripensamento in termini di costi-ricavi anche se ufficialmente la questione non è stata ancora posta all’ordine del giorno pur se i rallentamenti e le frenate sul progetto della Ragusa-Catania inducono cattivi pensieri.

E’ chiaro, comunque, che manca un deciso segnale politico ed è per questo che i sindaci di Carlentini (Giuseppe Stefio), di Chiaramonte (Sebastiano Gurrieri), di Licodia Eubea (Giovanni Verga, Vito Cortese (Vizzini), di Lentini (Saverio Bosco) e di Francofonte (Daniele Lentini) abbiano deciso di chiedere un incontro urgente al Ministro per il Sud Barbara Lezzi, «per avere tempi certi per l’inizio dei lavori di realizzazione dell’importantissima opera viaria», come si legge testualmente nel documento approvato nella riunione tenutasi al comune di Carlentini.

Scrivono ancora i sei sindaci: «Inoltre ci tocca prendere atto che il governo regionale, seppur sollecitato ad avere un incontro nel mese scorso, non intende interloquire con noi, rappresentanti di sei città e veri rappresentanti degli interessi legittimi del territorio». Un’ombra pesante e molti i dubbi anche sul comportamento del governo Conte. Dicono i sindaci: «Il governo centrale ha più volte dichiarato di volere le infrastrutture al Sud ma nei fatti sembra smentirsi». La questione Ragusa-Catania è tornata prepotentemente al centro dell’attenzione alla luce del dibattito in corso su infrastrutture al servizio di una migliore e sicura viabilità e a favore dei cittadini dopo il luttuoso evento di Genova. Da anni, ne sono ormai passati dieci, e dopo quattro governi che si sono succeduti, sono piccoli i passi fatti avanti verso la realizzazione dell’opera nonostante la sua conclamata urgenza e il ritorno in termini di sviluppo del territorio.