Dimissioni Cappello? "Aeroporto non come carrozzone politico"

«Non sono disponibile a gestire l’aeroporto di Comiso come un carrozzone politico». L´amministratore delegato Giorgio Cappello (foto) è arrivato ormai al limite della pazienza e sa di essere ormai sull’orlo del precipizio. Soaco è a corto di liquidità e lotta per mantenere servizi e continuità aziendale. Dice ancora l´Ad della società aeroporto Comiso: «Sono una persona umile, fattiva e concreta. Sono abituato a gestire una società prendendo decisioni in tempi brevi, senza fronzoli e pastoie burocratiche. Purtroppo i segnali che arrivano da Palermo sono di ben altro tenore e siamo rimasti tutti al palo perché Comiso rischia seriamente di non programmare la summer 2019 perché i tempi della programmazione sono pressocchè esauriti».

Giorgio Cappello è amareggiato da quello che è successo, o meglio non è successo, in sede di commissione Trasporti all’Ars. Doveva infatti essere approvato il bando per l’’incentivazione dei flussi turistici perché si potesse così arrivare ala pubblicazione e quindi avviare la gara per l’istituzione di nuove rotte e la conferma di quelle che attualmente servono il «Pio la Torre». Non è stato così perché la commissione ha aggiornato i lavori e tutto sembra essere saltato in aria. Il paradosso è che ci sono ben 9 milioni utilizzabili e destinati all’incentivazione dei flussi turistici che rischiano di andare in fumo.

«E’ un anno che aspettiamo- si sfoga Giorgio Cappello- Ho lanciato appelli a tutti ma ci sono stai rinvii continui. Se il bando non verrà pubblicato entro i primi di agosto andrà tutto in fumo. Non ci saranno nuove rotte, non ci saranno garanzie sulle conferme di quelle attuali, salteranno posti di lavoro ed il territorio perderà un’occasione storica. L’attuale management di Soaco da quando si è insediato ha realizzato risparmi notevoli, oltre mezzo milione, nella gestione dello scalo, si è dato da fare ma non può andare oltre se non ha liquidità».

Giorgio Cappello pensa alle dimissioni? «E’ una provocazione, ma ci sta. In ogni caso non sarei io il solo a dimettermi, ma tutto il consiglio d´amministrazione. Ma sia chiaro che a queste condizioni non ci sto».