Protesta per la Sr Gela che potrebbe saltare: a rischio 70 milioni

Un serpentone formato da parlamentari, sindaci, sindacalisti e soprattutto operai. In contrada Graffetta sotto il sole battente su una corsia stradale, quella della Ispica Pozzallo, occupata dai mezzi pesanti delle imprese (foto) e un camion ad inizio colonna la manifestazione indetta dalla triplice sindacale per sensibilizzare sul blocco dei lavori dei 3 lotti della Siracusa-Gela in costruzione è stata affollata più che mai a conferma della serietà del problema che investe soprattutto i lavoratori licenziati e le imprese locali fornitrici di servizi che attendono ancora i pagamenti. I cantieri sono chiusi da un anno e la Siracusa Gela rischia di non arrivare sul territorio ibleo nonostante il 70 per cento delle opere sia ormai a buon punto. Sullo sfondo il rischio della perdita di 70 milioni di finanziamento erogati dalla Ue se entro il marzo del 2019 non sarà ultimato e consegnato il primo stralcio dell’opera, ovvero il tratto che va da Rosolini a Ispica. Situazione delicatissima che finalmente vede sindaci (Ispica, Pozzallo, Rosolini e Modica) in prima fila insieme a tutta la deputazione regionale e Maria Lucia Lorefice (M5S).

Lo snodo della vertenza è quella di domenica 10 perché se entro quella data la Condotte Acque di Roma non dovesse dare segnali di riapertura e riavvio dei cantieri la Regione è pronta a chiedere la rescissione del contratto, come annunciato dall’assessore alle Infrastrutture Marco Falcone, per poi affidare l’opera alla Cosedil che insieme a Condotte costituisce il consorzio Cosige. Un incontro è stato convocato a Palermo proprio per discutere della delicatissima vertenza. Una possibilità è data, in prospettiva dall’assegnazione dei lavori ancora da completare alla impresa classificatasi seconda nella gara di appalto ma è chiaro che all’orizzonte si stagliano nubi consistenti e contenziosi complicati se Consorzio Acque terrà duro.

Per Paolo Sanzaro, segretario generale della Cisl Siracusa – Ragusa il lotto Rosolini–Modica descrive la metafora del territorio in termini di opera incompiuta, di disoccupazione, di distruzione del paesaggio. L’agricoltura e il turismo volani economici del sud est siciliano senza autostrada conosceranno un’altra terribile crisi.

«Questa è una battaglia politica che non ha colore» ha detto il sindaco di Ispica Pierenzo Muraglie mentre per Corrado Calvo, sindaco di Rosolini «la battaglia va condotta sui viadotti incompleti attraverso azioni clamorose". Alla crisi che si è determinata per il mancato sblocco dei lavori, il sindaco di Modica Ignazio Abbate accomuna una beffa: quello dello sventramento del territorio, precisamente in contrada Zappulla, che in caso di pioggia abbondante si rischia tantissimo. Se è necessario si vari una legge speciale, come è stato fatto in altre occasioni, per pagare le imprese subito e i lavoratori. Anche il porto di Pozzallo senza lotto autostradale, sottolinea il vice sindaco, Giuseppe Giudice, non avrà la sua bretella con la grande arteria viaria e ciò comporterà un detrimento sul piano commerciale e turistico per l’intera isola. Un pasticciaccio tutto siciliano che tiene tutti sul chi vive in attesa di fatti concreti attesi, inutilmente, da un anno.