Moscato: "La battaglia per il futuro del settore agricolo sarà nazionale"

Su convocazione del sindaco Giovanni Moscato, si è svolta mercoledì scorso a Palazzo Iacono una riunione dei sindaci e dei presidenti dei Consigli comunali di diverse città siciliane. Oggetto dell´incontro, cui hanno partecipato i rappresentanti dei Comuni di Scicli, Santa Croce Camerina, Monterosso Almo, Chiaramonte Gulfi, Pozzallo, Avola, Niscemi, Canicattì e una delegazione del Comitato anti crisi, la predisposizione di una strategia comune e delle iniziative da intraprendere affinché la battaglia a sostegno del comparto agricolo diventi di portata nazionale. «L´argomento – dichiara il primo cittadino – deve tornare nell´agenda del governo nazionale, bisogna ridiscutere i trattati europei che hanno penalizzato la nostra agricoltura. L´interlocuzione con la Regione ha prodotto i primi risultati: Musumeci ha amticipato che incontrerà il presidente del Parlamento europeo, Antonio Tajani, e il presidente dell´Inps, Tito Boeri, per la questione delle cartelle esattoriali.

Ma non ci si può fermare: la battaglia deve arrivare a Roma. La nostra agricoltura dà lavoro ad oltre 100.000 unità: si tratta della più grossa industria del territorio e pretendiamo che questa crisi venga trattata come una vera e propria emergenza nazionale. Noi sindaci abbiamo il dovere di far giungere la voce dei produttori al governo nazionale, che deve assumersi le proprie responsabilità. Assieme ai produttori e ai colleghi sindaci abbiamo deciso di portare avanti alcune iniziative che comunicheremo a breve, appena saranno definite nel dettaglio. Noi sindaci avvertiamo la responsabilità di rappresentare e tutelare la nostra gente e, come abbiamo detto più volte, questa battaglia va condotta tutti assieme: nessuno può tirarsi indietro. Ringrazio i primi cittadini e i presidenti dei consigli comunali che sono intervenuti alla riunione, e ringrazio anche tutti quelli che – conclude il sindaco – a causa delle avverse condizioni meteo, non hanno potuto essere presenti ma che ci hanno fatto sentire telefonicamente la loro vicinanza».