Aeroporto Comiso "fratellino povero" di Catania anche a Pasqua

Boom di passeggeri nell´uovo di Pasqua. Lo dicono i dati elaborati nei due principali aeroporti siciliani. Tra Palermo e Catania stanno transitando 311 mila passeggeri, con un incremento di circa il dieci per cento rispetto allo stesso periodo del 2017. A scoprire la Sicilia è in particolare il turismo europeo, favorito dall’ampliamento delle rotte al Bellini e al Falcone Borsellino. A Palermo ha fatto buon gioco l’immagine di Capitale della cultura 2018, mentre Catania è risalita lentamente, ma costantemente, tra le mete più apprezzate in Italia, tanto da porla alle spalle delle mete più classiche come Roma, Milano, Napoli e Venezia. La stagione estiva, la summer 2018, come viene classificata nel gergo turistico, vedrà ben 31 Paesi stranieri collegati con Catania dall’Europa, dall’Africa e dall’Asia: 97 voli diretti, 77 aeroporti internazionali, 8 hub intercontinentali e 7 nuovissime rotte come Dubai, Norimberga, Tolosa, Nantes, Nizza, Bordeaux e Londra Southend cui si aggiungono Marrakech e Siviglia in autunno; aumentano le frequenze su Francoforte, Malta, Parigi, Monaco e Dusseldorf.

Idem sulla Catania Roma, la rotta più trafficata d’Italia, che in estate arriverà a 40 voli giornalieri (andata e ritorno). Solo a Catania si raggiungono 205.000 passeggeri a Pasqua, di cui 75.000 (+15%) stranieri. Inevitabile il raffronto con gli altri due scali che fanno parte del sistema aeroportuale siciliano. Trapani vive un momento di estrema difficoltà dopo la decisione di Ryanair di tagliare le rotte per il mancato rinnovo dell’accordo di incentivazione con il territorio.

Comiso, con le sue dieci tratte, appare il "fratellino povero" di Fontanarossa. Al Pio La Torre restano veramente le briciole di quello che Catania lascia sul terreno. Non si parla di incentivazione per nuove rotte, il bando è ancora fermo e i 7 milioni disponibili, tra risorse regionali e locali, non sono ancora utilizzabili. Inutile sperare nel traffico charter sullo scalo comisano, perché servono collegamenti certi, schedulati e verso mete appetibili sia in termini di mercato sia di attrazione turistica. Catania e la Sac, che gestisce lo scalo etneo ma è parte maggioritaria anche di Soaco, società di gestione di Comiso, non sembra fare passi avanti verso questa direzione, concentrando le sue attenzioni sullo scalo madre dimenticando le potenzialità che lo scalo ibleo può offrire anche in termini di ampliamento dell’offerta già ampia di Catania.

La «lettura» dello stato dell’arte del trasporto aereo in Sicilia induce il Presidente della Regione Nello Musumeci a ipotizzare uno scenario molto più ampio. «Bisogna lavorare per la costruzione di un’unica società di gestione per i quattro aeroporti siciliani – ha detto Musumeci- perchè la parcellizzazione gestionale non favorisce la crescita del trasporto aereo. Gli aeroporti di Catania, Palermo, Trapani e Comiso devono darsi una governance unica e soprattutto di una autonomia finanziaria gestionale perchè non è pensabile – conclude Musumeci – continuare a gestire soprattutto gli scali minori col denaro pubblico».