Il Nobel Quasimodo celebrato sul web dal figlio Alessandro

Il Nobel Quasimodo celebrato sul web dal figlio Alessandro

Salvatore Quasimodo, uomo e poeta, è stato il protagonista dell’incontro virtuale promosso dall’Associazione Culturale Proserpina, che gestisce la casa museo di via Posterla, dall’Associazione Culturale Via, curatrice del Parco Letterario di Modica “Salvatore Quasimodo – La Terra Impareggiabile”, con la collaborazione dell’Associazione Culturale Herakles. A far entrare nel vivo della personalità del Nobel modicano, delle sue vicende familiari e sulle sue fonti di ispirazione è stato il figlio Alessandro, che con dovizia di particolari ha tracciato il profilo del padre grazie alle sollecitazioni di Sabrina Tavolacci.

Alessandro Quasimodo non si è tirato indietro nel recitare da par suo le liriche più note del padre e nell’illustrare con una nuova luce il senso di alcuni versi. Il viaggio sentimentale attorno a Quasimodo è partito proprio dalla casa natale, dai suoi primi anni siciliani, per poi passare alle sue prime esperienze letterarie, ai suoi anni milanesi fino alla morte che lo colse ad Amalfi nel giugno del 1968. Alessandro Quasimodo si è poi soffermato sul rapporto tra il poeta e la sua città natale, sul quale talvolta si è equivocato mettendo in dubbio la verità storica certificata peraltro dai certificati di nascita acquisiti all’anagrafe del comune ed esposti nelle copie originali presso la casa di via Posterla.

Una Modica alla quale il Nobel in visita nel dicembre del 1962 si rivolge scrivendo in un messaggio “alla mia città” e che definisce “ricca di storia e di cultura”. Un legame non solo modicano ma esteso ai tanti luoghi siciliani che sono fonte di alta ispirazione. Altro tema è stata l‘assegnazione del Nobel nel 1959 sulla quale il dibattito nel mondo letterario italiano non solo fu acceso ma procurò risentimento con gli amici Eugenio Montale e Ungaretti. “Quasimodo era un uomo libero – ha detto Alessandro – Per questo fu apprezzato a Stoccolma quando tutti attendevano Pound, Borges, Ungaretti e Montale”.

“Lettera alla madre”, magistralmente interpretata da Alessandro, ha introdotto poi il rapporto tra il poeta e Maria Cumani, la genesi del loro innamoramento sbocciato in una lunga passeggiata notturna. Sulle poesie “Il Veliero”, immaginifica e sognante, e soprattutto “Ed è subito sera”, originariamente intitolata “Solitudine” e poi accorciata ai tre versi passati alla storia della letteratura, Alessandro chiuso il suo intervento in una diretta, visualizzata da quasi 3.000 persone. Marinella Ruffino, insieme a Manuela Modica ed Antonella Cilia, gestori della Casa museo, hanno salutato riaffermando il loro impegno a salvaguardia e promozione di una istituzione culturale sempre più presente nella vita della città e non solo.