La mostra personale di Ettore Pinelli alla Galleria Sacca

La mostra personale di Ettore Pinelli alla Galleria Sacca

Sabato 29 febbraio alle 18 alla galleria Sacca di Pozzallo sarà inaugurata la mostra personale “Ettore Pinelli, archivio senza titolo”, a cura di Giovanni Scucces e dello stesso artista. Un dialogo con lo spazio della galleria. 2 grandi wall paintings, rosa e grigio, daranno uno slancio dinamico all’esposizione e ingloberanno opere su più livelli. In mostra ci sarà buona parte della produzione più recente insieme ad alcuni materiali d’archivio che, nel complesso, permetteranno di tracciare e comprendere la metodologia adottata da Pinelli dall’ideazione fino alla realizzazione dei suoi lavori. L’artista è noto per la rappresentazione evanescente di immagini tratte dai media e in particolare dal web. Esse riprendono, nella maggior parte dei casi, episodi di tensione e scontro fra esseri umani nell’attimo in cui l’istinto prende il sopravvento sulla razionalità e l’ira sull’autocontrollo. O ancora, “icone” di supremazia animale. Talvolta rielabora immagini talmente a bassa definizione in cui l’unica soluzione possibile è quella di operare su una lontana percezione di figurazione o di movimento. Si tratta spesso di soggetti che potremmo definire “fantasma”, cioè intesi nella doppia accezione di presenze incorporee ed effimere che di soggetti che vivono in uno stato di ghettizzazione all’interno della società. Opere che in alcuni casi ricordano l’immagine fantasma, il curioso fenomeno dello “screen burn-in” presente nei vecchi display, per cui la figura in sovraimpressione lasciava una propria traccia sullo schermo anche dopo lo spegnimento. Immagini persistenti, impressioni retiniche in bilico tra rappresentazione figurativa e astrazione, fra istinto e razionalità. La mostra è basata su opere cardine dalle quali si diramano lavori e materiali di varia tipologia e grandezza, interconnessi tra di loro a formare una trama rappresentativa ed esplicativa del corpus dei sui lavori. Sarà possibile visitare la mostra fino al 18 aprile secondo i consueti orari di apertura della galleria o su appuntamento.

Sacca gallery – Contenitore di sicilianità – Via Mazzini, 56 – Pozzallo (Rg)
Titolo della mostra: Ettore Pinelli, archivio senza titolo.
Inaugurazione: 29 febbraio 2020 ore 18
Periodo: 29 febbraio – 18 aprile 2020
A cura di Giovanni Scucces e dello stesso artista
Apertura al pubblico: dal mar. al sab. ore 16.30-19.30 / mar. e gio. anche di mattina ore 10-13.
Orari speciali: mer. aperti fino alle ore 21.30; gio. orario continuato; prima domenica di ogni mese ore 17- 21. Lunedì e fuori orario su appuntamento.

CHI E’ ETTORE PINELLI
Ettore Pinelli (Modica, 1984). Formatosi in Accademia di belle arti di Firenze, si diploma in pittura nel 2007 e in progettazione e cura degli allestimenti nel 2010, in collaborazione con il Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci di Prato. Nel 2015 vince il Premio Marina di Ravenna. Ha partecipato a diversi programmi di residenza per artisti, tra cui Bocs Art a Cosenza e Territori contemporanei a Prato.
Finalista in numerosi premi tra cui il Premio Fondazione San Fedele (Milano), Premio Combat Prize (Livorno), Premio Francesco Fabbri (Treviso). Nel 2015 è vincitore del Premio Marina di Ravenna e nel 2016 del Premio We Art International (Milano). Nel 2016 è uno dei finalisti di TU 35, geografie dell’arte emergente in Toscana. Nel 2017 è finalista del 18º Premio Cairo esponendo al Palazzo Reale di Milano. Selezionato per la mostra finale del premio Arteam Cup 2018, promosso dall’associazione culturale Arteam ed Espoarte, a cura di Matteo Galbiati e Livia Savorelli, presso la Fondazione Dino Zoli di Forlì. Artista inserito da Camillo Langone in Eccellenti Pittori, il diario della pittura italiana vivente. Menzionato dalla rivista Arte (Cairo Editore) come uno degli artisti under 40 significativi dello stato della ricerca artistica italiana. La sua ricerca è incentrata sull’osservazione dal punto di vista antropologico di aspetti relazionali della natura umana portati al limite. A partire da immagini, video ed iconografie ricavate dai media, evidenzia il rapporto interpersonale portato allo stremo e quello che l’uomo contemporaneo ha con l’informazione.