Lectio magistralis a Ragusa del direttore del Museo Egizio di Torino

Lectio magistralis a Ragusa del direttore del Museo Egizio di Torino

L’umanesimo, la ricerca la coscienza critica sono elementi decisivi della conoscenza. Christian Greco ha tenuto a ribadire in vari passaggi questi concetti nel corso della sua lectio magistralis tenutasi alla Camera di Commercio. L’autorevole presenza del direttore del Museo Egizio di Torino, arrivato nella sua città di origine su invito del Soroptimist e del Lions, ha richiamato una grande platea che ha seguito in silenzio l’intervento dell’archeologo presentato dal sindaco Peppe Cassi per poi tributare un lungo applauso conclusivo. In una società dai sistemi complessi, dell’abbondanza delle informazioni, spesso contraddittorie, non veritiere, serve discernimento, capacità di selezione, di discriminazione. La via d’uscita per il direttore Greco è lo studio e la competenza in un momento storico, ha detto Greco in cui “lo studio e l’approfondimento appaiono qualcosa di superfluo”. La ricetta dell’archeologo ma anche dello studioso è semplice “si torni a dare valore agli studi filosofici, storici, artistici e di scienze sociali”. Greco h ripercorso le tappe della sua formazione da studente universitario cui era stato pronosticato un difficile futuro per via degli studi intrapresi. Poi, proprio grazie al valore del metodo di ricerca acquisito proprio grazie a quegli studi, l’inizio di una carriera che ha portato Greco alla guida di una istituzione culturale di valore mondiale. Il direttore dell’Egizio è stato critico sui criteri di valutazione adottati dal Ministero per attestare l’attrattività di un museo, oggi basato sui numeri e le visite.

Dice il direttore: “E’ una tendenza negativa l’attenzione a questo unico elemento perchè in realtà non dice nulla. Dovremmo chiederci piuttosto che tipo di visita viene offerta e se i visitatori quando vanno via ricordano almeno cinque cose”. Greco ha poi piegato in cosa è consistita la rivoluzione digitale promossa alll’Egizio mai disgiunta dalla storia, dall’archeologia, dal valore dei reerti. Uno strumento per capire, importante ma non essenziale, perché alla base ci deve essere la preparazione di base, la capacità di elaborazione dei dati che ci arrivano. Il museo per Greco, è oggi un attore attivo all’interno della società, deve tramandare il passato e dirci chi siamo, dove andiamo e da dove veniamo. “I nuovi mezzi di comunicazione e l’intelligenza artificiale, ha concluso Christian Greco- che permeano la nostra vita sociale, devono rappresentare un ulteriore strumento di indagine consentendoci di ampliare la ricerca e di conseguenza le domande alle quali rispondere”.