Un “giallo” in salsa siciliana dal “Profumo dei ricci di mare”: l’opera prima di Michele Farinaccio

Un “giallo” in salsa siciliana dal “Profumo dei ricci di mare”: l’opera prima di Michele Farinaccio

Dalla cronaca alla narrativa, Michele Farinaccio si è cimentato in un giallo dalle sfumature noir. Il giornalista ci mette molto del suo mestiere e si vede che ha agile e sicura frequentazione con le parole e la concatenazione degli eventi. “Il profumo dei ricci di mare” è anche una storia familiare, oltre che un giallo, con diverse sfumature autobiografiche che ricordano luoghi e sapori di un tempo, che sono innestate in luoghi e situazioni di fantasia. Nei ricordi dell’autore ritorna proprio il profumo dei ricci di mare consumati sula spiaggia nelle serate estive, le atmosfere di una vita, pur giovane, vissuta intensamente, Scrive Giuseppe Traina nella sua prefazione: “Un intreccio che scorre tranquillo, con qualche giusta impennata e in modo da tenere sempre desta l’attenzione del lettore, fino a colorarsi di “giallo” ma quel tanto che basta a non farlo diventare uno dei mille polizieschi (o noir o thriller che siano) di cui non si sente più il bisogno, per sazietà e stanchezza di lettori sopraffatti”. Il critico vede nella narrazione di Michele Farinaccio “una capacità di delineare i caratteri dei personaggi e le loro motivazioni all’azione, o all’inazione, per tocchi ed accenni, per allusioni alle cose del tempo, non perdendo mai di vista l’individuo (e facendone intravedere gli abissi interiori) ma nemmeno il suo essere nel mondo e nel tempo”. Il libro è stato presentato da Lucia Fava insieme all’autore alla libreria Flaccavento alla presenza di un numeroso pubblico.