Tre siti Unesco e un milione 100.000 euro di finanziamento per un progetto comune ed unitario

Tre siti Unesco e un milione 100.000 euro di finanziamento per un progetto comune ed unitario

Tre siti Unesco, un milione 100.000 euro di finanziamento ma soprattutto un progetto comune ed unitario. Si tratta del progetto finanziato dal Mibac con la legge 77 e dalla Regione Sicilia che interessa “Le città tardo barocche del Val di Noto,la villa Romana del Casale di Piazza Armerina e Siracusa e le Necroopoli rupestri di Pantalica”. Nella Sala degli Specchi di Palazzo Ducezio a Noto, dove si sono dati appuntamento i sindaci di tutte le città interessate, è stato posto i primo tassello di un progetto lungimirante che unirà le bellezze naturali, archeologiche, urbanistiche ed architettoniche della Sicilia sud orientale. Sono cinque le azioni specifiche previste: la revisione e l’adeguamento dei piani di gestione; sistematizzazione delle conoscenze del patrimonio dei Siti Unesco Val di Noto, Villa Romana del Casale e Siracusa-Necropoli di Pantalica, e istituzione del relativo archivio unico; progettazione ed attuazione della comunicazione dedicata; cartellonistica; diffusione della conoscenza del patrimonio Unesco all’interno delle comunità locali e per i visitatori.

L’obiettivo è quindi quello di incrementare la qualità della fruizione dell’offerta culturale e turistica dei Siti Unesco non solo verso i sempre più numerosi visitatori, ma anche nei confronti delle comunità locali, per avviare in concreto quelle attività di gestione e valorizzazione dei territori previste nei singoli Piani di gestione dei siti. Nelle singole amministrazioni è ormai maturato il convincimento, dopo 20 anni di individualismi, concorrenza, rivendicazioni singole, che bisogna fare rete che il “prodotto” ha una sua forza specifica e soprattutto può essere proposto sul mercato con una immagine che lo identifichi

“E’ un avvio storico – ha sottolineato il sindaco di Noto, Corrado Bonfanti – una tappa importante perché vede la collaborazione di tre siti del Sud Est Patrimonio Unesco. La partecipazione di tutti i sindaci è davvero entusiasmante. Un elemento che è un valore aggiunto perché vede protagonisti più territori nella loro unicità”.