C’era una volta Vigata: le storie di Camilleri tornano ad affascinare stasera con “La stagione della caccia”

C’era una volta Vigata: le storie di Camilleri tornano ad affascinare stasera con “La stagione della caccia”

La Vigata di Camilleri torna stasera in tv. Non ci sarà il commissario Montalbano con le sue inchieste, perché “La Stagione della Caccia”, che Rai 1 manda in onda a un anno da La mossa del cavallo, campione di share con il 32,3% e dopo i due nuovi episodi di Montalbano, è una storia tutta siciliana. Roan Johnson riporta l’universo del Camilleri storico e della sua Sicilia del 1880 utilizzando location come la loggia di S. Maria Maggiore ad Ispica, i vicoli di Scicli, i convento di S. Maria delle Grazie a Modica e tante ville nobiliari della campagna iblea. “La stagione della caccia” ha un ricco cast con Francesco Scianna, Miriam Dalmazio, Tommaso Ragno, Ninni Bruschetta, Giorgio Marchesi e la siciliana Donatella Finocchiaro. Johnson racconta una storia di uomini e di patriarcato.

Protagonisti sono i nobili Peluso da Torre Venerina, signori di Vigata, capeggiati dal patriarca, il marchese Filippo Peluso, nei cui panni si è calato Ragno, Quando, interpretato da Scianna, arriva in paese il fascinoso farmacista Alfonso “Fofò” La Matina, figlio di un contadino esperto in erbe medicamentose, i componenti della famiglia Peluso cominciano misteriosamente a morire, uno dopo l’altro, come ne I dieci piccoli indiani di Agatha Christie. Chi morso da una vipera, chi di crepacuore, chi avvelenato. E visto che il filo conduttore su cui Johnson ha scelto di lavorare, spiega “è la critica al patriarcato di quei tempi”, per mettere nel suo melting pot pure un po’ di sapore italoamericano mafioso parlando con Tommaso Ragno del personaggio del marchese Filippo Peluso, legato alla terra, al possesso e al “figlio masculo”.