Tre nuove sale arricchiscono il museo civico “Franco Libero Belgiorno”: tanti reperti da ammirare

Tre nuove sale arricchiscono il museo civico “Franco Libero Belgiorno”: tanti reperti da ammirare

Tre nuove sale arricchiscono il museo civico “Franco Libero Belgiorno”. Sono quelle di Lumi, con 62 esemplari, delle Bilance (4), Armi (19 tra fucili, pistole e sciabole) e documenti risorgimentali, collezioni storiche e libri antichi (16). Le nuove collezioni sono state aperte al pubblico nel corso di una cerimonia tenuta nella sala “Salvatore Triberio” del Palacultura. Lo storico Giuseppe Barone ha rimarcato nel suo intervento come la parte documentale introduce delle novità nella storia della Città e della Contea. Una rivisitazione che sarà il frutto di uno studio sui testi antichi con l’obiettivo ultimo di creare un archivio storico di Modica grazie anche agli incunaboli del quattrocento e le cinque centine che sono conservati nella Biblioteca comunale “Salvatore Quasimodo”. Interessante la documentazione risorgimentale con due lettere spedite da Garibaldi da Caprera (1863) e altra documentazione garibaldina che fa capo a due modicani che parteciparono alla spedizione dei mille.

“Il museo restituisce memoria alla città e dà orgoglio alla comunità – ha detto lo storico – si deve compiere un lavoro di ricerca mettendo insieme tutte la documentazione necessaria, peraltro esistente, per realizzare un archivio storico della città: una sorta di laboratorio della memoria”. I nuovi sedici faldoni appartenuti alla nobile famiglia dei Lorefice, un vero e proprio archivio privato, sui 240 complessivi contengono manoscritti, compreso l’indice sistematico dell’intera opera, alberi genealogici di molte famiglie nobili modicane vissute nel ‘500, ‘600, e ‘700. Si tratta del patriziato modicano delle varie epoche e ovviamente compresa la famiglia Lorefice, proveniente da Napoli nel XV secolo. Famiglia che ha una dimensione internazionale: Emanuele Lorefice, gesuita, compie la prima traduzione di Confucio e un teologo Giacinto Lorefice che scrive i tre volumi sulla Storia del Brasile. I tre nuovi ambienti, come ha sottolineato il direttore onorario del Museo, Giovanni Di Stefano, completano un polo museale di prim’ordine che comprende l’archivio Quasimodo, il ricco museo archeologico, il museo dello scultore Enzo Assenza, l’Eracle di Modica, la galleria degli uomini illustri e prossimamente altri reperti inediti e quindi mai osservati come i bronzi del mulino del Salto.

La nuova collezione è il frutto di atti di liberalità di cittadini che hanno voluto arricchire il museo di importanti testimonianze del passato donando il frutto della loro ricerca, delle loro risorse e della loro passione per conservare memoria e stili di vita appartenenti al passato.