Il mare, la luce e la campagna: Guccione ha lasciato un segno

Il mare, il carrubo, la campagna. Sono i temi più cari a Piero Guccione (foto) dal momento in cui decide di rientrare dalla sua esperienza romana per ritrovare identità con quella terra che lo ha formato negli anni giovanili. Il mare di Sampieri e le lunghe passeggiate fino al Pisciotto con il gruppo che poi si identificherà con Scicli. Franco Sarnari e moglie, Piero e moglie che si concedono prima un caffè e poi si abbandonano alla magia di quel mare che farà il giro del mondo, dei galleristi e dei collezionisti più prestigiosi. Del mare Piero Guccione coglie tutte le sfumature ad ogni ora del giorno, lo osserva, lo scruta, lo esalta, ne fa in qualche modo luogo della sua anima, trascendendo dal particolare all’universale.

Ed è proprio questa dimensione che lo renderà pittore unico ed originale, non solo quando dipinge le sfumature del mare ma anche quando intraprende battaglie per l’ambiente, per la salvaguardia del bello richiamandosi alla lenta scomparsa del carrubo ibleo, alla invasione della plastica che pone al centro di un suo dipinto-installazione. Nella sua casa di Quartarella, che sceglie come rifugio e luogo di ispirazione, Piero Guccione inizia dunque il suo nuovo percorso di formazione attirando sempre più l’attenzione della critica nazionale ed internazionale che riesce a fatica ad immaginare come un luogo lontano e quasi recluso possa ispirare la grande arte di un pittore che si è posto al di fuori dei salotti che contano.

Guccione si sente legato al suo territorio, negli anni 80’ si impegna nel sociale assumendo l’incarico di assessore alla Cultura nella giunta Lonatica. Sono gli anni in cui prende forma il Gruppo di Scicli, di cui sarà fino alla fine grande ispiratore e motivatore. Una eredità di cui tutto il territorio ibleo, e non solo, gli deve essere grato perché gli scorci di Sampieri, l’altopiano ibleo, le vedute di S. Matteo a Scicli, S. Giorgio a Modica, i carrubi escono dalla loro dimensione locale per assurgere a paradigmi di bellezza assoluta trasfigurati attraverso gli occhi dell’artista ma soprattutto di un figlio nobilissimo di questa terra.