Saranno portate in Tunisia le salme di madre e figlia morte nell’incendio della casa appiccato dal congiunto 30enne nella notte a Vittoria

Corriere di Ragusa Cronaca

Saranno portate in Tunisia le salme di madre e figlia morte nell’incendio della casa appiccato dal congiunto 30enne nella notte a Vittoria

VITTORIA – Saranno portate in Tunisia, a Gafsa, le salme di Mariam Sassi e Sameh Zaouali (nella foto), madre e figlia, morte nell’incendio della loro casa appiccato lo scorso giugno dal figlio 30enne e che ha lasciato gravemente ustionati l’altra figlia e il capofamiglia, ricoverati negli ospedali di Palermo e Catania e in leggero miglioramento. I corpi delle 2 donne sono al momento nella camera mortuaria dell’ospedale di Vittoria, in attesa che vengano seppelliti nella nazione di origine. Wajidi Zaouali, l’autore del rogo mortale, resta in carcere a Ragusa. La sorella, che non era presente la notte della strage. Il 30enne aveva ammesso i fatti dinanzi al giudice delle indagini preliminari del Tribunale di Ragusa. E’ accusato dei reati di omicidio plurimo e tentato omicidio dopo che, cospargendo di liquido infiammabile la camera da letto dei genitori, il corridoio e l’ingresso dell’abitazione stabilmente occupata dal padre, dalla madre e dalle sorelle, aveva appiccato il fuoco con un accendino, causando la morte della madre Mariem Sassi, 55 anni, e della sorella Sameh, 34 anni, a causa delle gravi ustioni subite. Il tunisino era stato fermato alla stazione dei pullman, dove stava tentando la fuga.

LA CRONACA DELL’ASSURDA TRAGEDIA
Momenti di terrore in una calda notte di giugno con 2 donne morte la scorsa notte in piazza Trinità, nel cuore del quartiere San Giovanni. 4 persone avvolte dal fuoco si dimenavano ed urlavano davanti agli sconvolti residenti, un paio dei quali, con notevole sangue freddo, si sono procurati delle coperte dalle loro abitazioni per spegnere le torce umane, di cui madre e figlia maggiore, come accennato, non ce l’hanno fatta. Uno scenario da incubo che ha visto la distruzione una intera famiglia tunisina a causa del gesto folle di uno dei componenti, un 30enne affetto da gravi turbe psichiche, che, per rancori familiari mai sopiti, ha cosparso nel sonno di benzina e appiccato il fuoco alla madre, al padre e alle 2 sorelle, tutti passati dal sonno al terrore in una manciata di secondi.

La piccola casa è subito stata avvolta dalle fiamme, mentre i 4 componenti del nucleo familiare hanno rapidamente guadagnato l’uscita, sbucando all’aperto completamente avvolti dalle fiamme, tra urla di terrore e di dolore. Scene che i vicini di casa non dimenticheranno per il resto della vita. La madre del piromane, una 55enne, morirà poche ore dopo all’ospedale Guzzardi di Vittoria. La figlia di 34 anni spirerà invece al Cannizzaro di Catania nella prima serata. Il padre 57enne e l’altra figlia di 19 anni sono invece ricoverati in ospedale in gravissime condizioni e quest’ultima è stata sottoposta ad un delicato intervento chirurgico per ridurre le profonde ustioni sparse sul 50% del corpo. Una terza sorella si è salvata solo perché frequenta l’università e vive fuori Vittoria. La donna ha fatto in queste ore rientro in città dopo aver appreso della tragedia. La polizia si è subito messa sulle tracce del tunisino piromane, già noto agli archivi, che si era nel frattempo dileguato. L’uomo è stato poi rintracciato alla stazione dei pullman e posto in stato di fermo dalla polizia. Da capire cosa abbia alimentato la lucida follia del 30enne, che, per non concedere scampo ai parenti, aveva anche tagliato gli pneumatici delle 2 auto di proprietà, parcheggiate sotto la stessa casa data alle fiamme con le 4 persone all’interno, mentre dormivano. L’uomo si è servito di un accendino e di liquido infiammabile per dare fuoco ai suoi parenti e alla casa, che ha riportato danni ingenti, compromettendo la stabilità e l’agibilità dell’intero edificio.

Danni maggiori sono stati scongiurati grazie al tempestivo intervento dei vigili del fuoco, e determinante si è rivelato, come accennato, l’intervento di alcuni coraggiosi residenti, che, sfoderando prontezza di spirito, hanno spento le fiamme che avvolgevano le 3 vittime con delle coperte. Ma ciò purtroppo non è stato sufficiente a salvare la vita alla madre, mentre il padre e le 2 sorelle del tunisino stanno in queste ore lottando tra la vita e la morte. I rapporti tra il 29enne e il resto della famiglia, perfettamente integrata e benvoluta a Vittoria, non erano mai stati idilliaci, ma nessuno avrebbe potuto neanche lontanamente ipotizzare che i dissidi familiari sarebbero un giorno potuti sfociare in una simile tragedia.

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