Gli studenti si mobilitano con una lettera appello per far luce sulla scomparsa di Daouda, di cui non si sa nulla da oltre 5 mesi

Corriere di Ragusa Attualità

Gli studenti si mobilitano con una lettera appello per far luce sulla scomparsa di Daouda, di cui non si sa nulla da oltre 5 mesi

ACATE – La sorte del 37enne ivoriano Daouda Diane mobilita anche gli studenti. Mentre sul piano delle indagini si registra una accelerazione, con l’utilizzo dei cani molecolari per la ricerca del corpo (orami viene dato per assodato dagli inquirenti che l’ivoriano sia morto), e un video postato dall’ivoriano prima della scomparsa, gli studenti dell’istituto professionale alberghiero Marconi di Vittoria hanno scritto una lettera appello sulla vicenda dell’operaio e mediatore culturale scomparso il 2 giugno scorso da Acate. I ragazzi, guidati dal docente Alessandro Di Benedetto, hanno lanciato “un appello a chi sa qualcosa sulla vicenda affinché ci aiuti a fare verità, perché la verità è un diritto per ogni persona, anche per te, caro Daouda”. La lettera è stata diffusa da Libera, che tiene alta l’attenzione su un fatto che ha colpito tutta la comunità.

Daouda Diane sarebbe dovuto tornare in Costa d’Avorio per rivedere la moglie e il figlio ma sembra essere scomparso nel nulla. Aveva già acquistato il biglietto aereo e la partenza era fissata per il 21 luglio. La procura sta indagando per omicidio e occultamento di cadavere. A tenere alta l’attenzione sulla vicenda sono alcune associazioni: Libera Ragusa, Cgil, Anpi, Caritas Ragusa, Emergency Pozzallo, Legambiente, Mediterranea Saving, Mediterranea Saving Humans, Casa delle Culture di Scicli.

Gli studenti scrivono di aver riflettuto a scuola sul tema delle migrazioni e sulle “Esperienze traumatiche che voi migranti vivete sin da quando lasciate il vostro Paese, nonché della piaga del caporalato”. “Come non restare colpii dalla violenza che subite nell’inferno dei centri di detenzione libica e, infine, quando arrivate, in quella che poteva essere la vostra terra promessa?” si legge nella lettera. E aggiungono: “Noi ci stiamo formando per lavorare nel campo dell’accoglienza turistica ristorazione, non di rado, anche noi veniamo sfruttati prima di essere poi riconosciuti nelle nostre competenze. A scuola ci insegnano a maneggiare tanti ingredienti per realizzare dei piatti gourmet ma tu ci hai insegnato che è importante, per un Paese realmente democratico trattare altri ingredienti per gustare la bellezza del vivere insieme, in pace. Vogliamo essere uomini e donne amanti della verità, pronti a denunciare l’ipocrisia e l’ingiustizia”.