“Omissione” da 112 anni di Confindustria a Ragusa: dopo un secolo di attesa arriva un presidente

Corriere di Ragusa Economia

“Omissione” da 112 anni di Confindustria a Ragusa: dopo un secolo di attesa arriva un presidente

Una “omissione” di 112 anni. E’ questo il tempo passato da quando Confindustria è nata perché un suo presidente facesse visita alla realtà imprenditoriale più viva della Sicilia. E’ stato Carlo Bonomi, a capo dell’associazione che raggruppa gli imprenditori italiani, il primo presidente a visitare il territorio ibleo. Lo ha fatto nell’ambito del convegno su “Crescere sostenibili” organizzato da Sicindustria presso la sala conferenza della Moak nella zona industriale Modica-Pozzallo. Presenti i vertici di Sicindustria con il presidente Gregory Bongiorno e di Confindustria Sicilia, Alessandro Albanese. Numerosa la partecipazione degli imprenditori che operano nel Ragusano e dei quali il presidente Bonomi ha tessuto le lodi perchè “fare gli imprenditori in Italia è difficile -ha detto- Farlo in Sicilia non è da eroi ma molto più complicato”.

Bonomi a iniziato il suo discorso ringraziando il presidente di Sicindutria Ragusa, Leonardo Licitra per avere dato la possibilità di rimediare ad una assenza durata troppo a lungo e della quale si è scusato. Dopo avere toccato i temi della Legge di Bilancio del Governo Meloni, giudicata insufficiente e troppo penalizzante per il sistema imprenditoriale italiano, Bonomi è entrato più nel dettaglio della realtà produttiva iblea. “Dopo la crisi delle aziende che lavorano l’asfalto e del polo industriale –ha detto il presidente Bonomi- le aziende ragusane sono state costrette a delle sfide sul piano della sostenibilità in tempi in cui altre imprese non sapevano cosa questa fosse”. Un apprezzamento, dunque, per la visione e le scelte che sono state fatte nel territorio anticipando i tempi e che oggi fanno del ragusano un punto di eccellenza nel panorama siciliano. Sono stati gli interventi di alcuni imprenditori a narrare il loro vissuto, le difficoltà di chi opera in un territorio strutturalmente deficitario, il cui divario con le aree più avanzate del Nord viene superato dalla qualità e dall’innovazione della produzione che si impone non solo in Italia ma anche all’estero. E’ la storia di una Sicilia che produce bene e valorizza le sue intelligenze. Qualcosa da cui anche le più avanzate realtà del Nord possono trarre esperienza.